La bretella Schito-Colle d'Arte che allaccia lo svincolo di Sora sud della superstrada Sora-Cassino con l'innesto dell'altra superstrada Sora-Frosinone, più che una strada è un supplizio per gli utenti, ma soprattutto per i veicoli di ogni tipo e stazza.

Lungo quei quasi sette chilometri c'è tutto il campionario dei disagi che una strada può offrire: asfalto sconnesso; decine di buche a segnare il percorso di guerra di chi la percorre; avvallamenti e lacerazioni dell'asfalto che si riempiono d'acqua a ogni pioggia; cavalcavia, cavalcaferrovie, ponti e ponticelli con carreggiata a pezzi per via dei giunti disallineati; manto d'asfalto intorno alle rotatorie sconnesso e pieno di bozze.

Strade del genere esistono solo sui fianchi dell'Himalaya e delle Ande: insomma, quella bretella dovrebbe essere presa a esempio per dimostrare come non si costruisce una strada. In queste giornate, poi, la pioggia acuisce, come è inevitabile, i disagi che gli utenti devono sopportare e rende ancor più gravoso e pieno di pericoli il transito su quei sette chilometri di assoluto inferno.

Ciò che rende più insopportabile la vicenda è che, nonostante automobilisti e camionisti si lamentino per le condizioni di quel tratto, chi ha il dovere di curarlo e manutenerlo non muove un dito per ripristinare la sicurezza. Degna cornice di una strada impercorribile.