Un impiegato comunale in servizio nell'ufficio tecnico del Comune di Colleferro, Giovanni Funari, è stato arrestato lo scorso fine settimana dagli agenti della Guardia di Finanza. L'uomo, colleferrino di 53 anni, è accusato di aver chiesto soldi, si parla di 4.000 euro, in cambio del rilascio di un'autorizzazione edile.
Nella vicenda sono coinvolte anche due donne, iscritte nel registro degli indagati: una dipendente cinquantanovenne dell'azienda speciale "La Fenice" (di proprietà dei comuni di Colleferro e Labico) e una privata cittadina. Entrambe, secondo le pochissime indiscrezioni che filtrano, avrebbero subito ammesso le proprie responsabilità.

Dopo l'arresto, Funari è stato rinchiuso nel carcere di Rebibbia in attesa dell'interrogatorio di garanzia previsto per questa mattina. All'interno di un municipio blindatissimo, ieri mattina il sindaco Pierluigi Sanna ha voluto comunque dire la sua su quanto accaduto.
«Il fatto, di inaudita gravità - ha dichiarato il primo cittadino - va condannato con fermezza, assumendo tutti i provvedimenti del caso.

Chi tollera, chi chiude un occhio, chi magari dialoga pure con persone che si macchiano di tali reati è colpevole anch'esso. Proporrò al più presto - ha concluso Sanna - l'approvazione in giunta della delibera di nomina del legale che rappresenti il Comune come parte civile nel processo poiché il Comune di Colleferro è da ritenersi a tutti gli effetti parte offesa di questa turpe svendita delle funzioni». Una dura reazione che sintetizza il clima che si respira negli uffici di piazza Italia, dove l'arresto dell'impiegato ha scosso amministratori e personale del Comune.