Accusato di diversi episodi di maltrattamenti, aggressioni, violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale. Condannato a due anni e otto mesi Ioan Dragos Dragusanu, il trentanovenne romeno domiciliato a Ferentino, tuttora in carcere tra gli arrestati dell'operazione "Balaur" del 12 aprile scorso. Il pm aveva chiesto quattro anni e otto mesi.

La ricostruzione
Diversi i reati contestati al trentanovenne, tra cui a luglio dello scorso anno, la violenza e minaccia nei confronti di un giovane. Lo ha contattato convincendolo a raggiungerlo a casa.
Una volta all'interno lo ha fatto sedere sul divano e minacciandolo e insultandolo, lo ha costretto a dare risposte non veritiere che lui voleva sentire, contro la compagna, e costringendolo a mentire sulla loro relazione, riprendendo il tutto con il cellulare per poi inviare il filmato alla donna. In un altro episodio ha minacciato e si è scagliato contro i militari.

Tra le accuse diversi episodi di maltrattamenti e minacce nei confronti della compagna Angelica Iori. Picchiata, insultata, minacciata. La giovane ferentinate in uno degli episodi, a luglio dello scorso anno, durante una colluttazione ha afferrato le forbici da cucina e ha ferito il trentanovenne. Richiesta per lei l'archiviazione per l'ipotesi di tentato omicidio. Ha retto la linea difensiva dell'avvocato Mario Cellitti per quanto riguarda la legittima difesa che la ventottenne, tra l'altro in dolce attesa, aveva posto in essere per difendersi dall'aggressione dal lancio della forbice da parte di Dragusanu.

Dragusanu, come detto, è tuttora nella casa circondariale di Frosinone, ritenuto il capo della banda che spacciava e accusato di far prostituire ragazze sull'asse attrezzato e di estorcere denaro per il recupero del denaro. L'arresto all'alba del 12 aprile scorso, nell'operazione dei carabinieri.