Non ci saranno aumenti tariffari per il 2021 e non ci saranno conguagli a carico degli utenti del servizio idrico della provincia di Frosinone.
La decisione, che dovrà comunque passare al vaglio dell'assemblea dei sindaci, è scaturita all'esito della riunione della Consulta d'ambito, convocata dal presidente Antonio Pompeo e svoltasi in videoconferenza, sulla proposta di adeguamento della tariffa idrica per il quadriennio 2020- 2023, previsto dalle direttive impartite da Arera. Secondo quanto stabilito dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, infatti, ogni quattro anni è necessario procedere all'adozione di una nuova tariffa idrica che, ogni due anni, deve essere oggetto di adeguamento.

Il passaggio successivo prevede l'adozione dello schema di tariffa da parte della Conferenza dei Sindaci.
A fronte di un aumento dell'11% relativo all'anno 2020 e dell'8,5% relativo all'anno 2021 richiesti da Acea, la proposta della Sto evita conguagli a carico degli utenti e scongiura rincari sulle bollette del 2021. Un risultato al quale si è arrivati non soltanto attraverso uno studio capillare, improntato sulla congruità dell'adeguamento tecnico imposto per legge, ma anche rispettando rigorosi parametri tarati sulle esigenze del territorio (ambiente e infrastrutture), sull'equilibrio economico-finanziario della gestione e, soprattutto, sul contenimento dell'impatto tariffario sull'utenza.

Quest'ultimo aspetto, in particolare, è stato analizzato anche alla luce delle forti criticità connesse alla situazione emergenziale da coronavirus che da circa un anno ha avuto pesantissime ripercussioni sul tessuto economico, occupazionale e sociale del Paese e, in modo particolare, della provincia di Frosinone.
«La grave emergenza sanitaria, che ben presto è diventata economica, sociale e occupazionale – dichiara il presidente Pompeo – ci impone scelte difficili che devono, però, rispondere alle esigenze primarie della collettività. Dopo aver distribuito ai Comuni le risorse degli oneri concessori per oltre sette milioni di euro, oggi siamo riusciti a presentare una proposta di tariffa che limita gli aumenti. Fronteggeremo con qualunque mezzo a nostra disposizione rincari che possano gravare ulteriormente su situazioni già pesanti da sostenere».

Un'altra buona notizia che segue quella di qualche settimana fa allorquando arrivò una corposa iniezione di liquidità nelle casse dei Comuni ( 7 milioni e 100 mila euro) dagli oneri concessori relativi al periodo 2003-2012, nella disponibilità dell'Autorità d'Ambito, e che sono stati ripartiti tra gli 86 Comuni dell'Ato 5, divisi secondo un criterio che ha tenuto conto di una parte "fissa" per ciascun ente e di una parte variabile, correlata al numero di abitanti per ciascun Comune. Una boccata d'ossigeno di cui hanno potuto beneficiare anche i tre Comuni (Cassino, Atina e Paliano) che, in quel periodo, non avevano concesso all'Autorità d'Ambito le proprie infrastrutture e per i quali sono stati considerati come anticipazione degli oneri concessori futuri.