Il Covid ha colpito pesantemente la provincia di Frosinone. Lo ha fatto direttamente in termini di contagi, malati e morti, ma anche indirettamente con l'economia che, così come nel resto del mondo, ha risentito del lockdown e di tutte le successive restrizioni emanate per arginare il rischio contagio. Ma ora dal Covid potrebbe esserci un'opportunità per le aziende ciociare. In modo particolare per quelle del settore chimico farmaceutico in pole position per contribuire alla produzione dei vaccini.

Le aziende si preparano
C'è già chi lo fa come la Catalent che infiala già le dosi per AsraZeneca e che ora potrebbe farlo anche per Pfizer-Biontech e per la Johnson & Johnson, quando questa otterrà il via libera dagli enti regolatori. E c'è chi si prepara a farlo guardano alla Russia e allo Sputnik, ma anche dall'altra parte dell'Oceano.
L'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera nelle quali, tra l'altro, ha detto che: «l'americana Thermo Fisher Scientific di Ferentino sarebbe in grado di produrre sia vaccini adenovirali che a Rna messaggero. Noi siamo interessati anche allo Sputnik», ipotizzando una cessione dei brevetti in questa fase emergenziale. E c'è chi in Ciociaria ha già fatto investimenti per ampliare la produzione.

Quanto a Catalent si va verso l'ok a infialare le dosi di Pfizer su una nuova linea. Ci sono state già delle verifiche sulle linee di produzione per partire. Il discorso con Pfizer potrebbe diventare realtà tra marzo e aprile. E una cosa analoga potrà accadere per la Johnson & Johnson che ha chiesto all'Ema l'autorizzazione a produrre il vaccino Janssen. All'esterno del capannone Catalent sono stati montati sei enormi celle frigorifero per la conservazione alle basse temperature dei vaccini.
Cresce, dunque l'attesa per le possibili ricadute, anche in termini occupazionali per il polo farmaceutico di Ferentino-Anagni.

I sindacati
Antonella Valeriani, segretaria generale della Femca Cisl di Frosinone spiega: «Il nostro polo farmaceutico è sicuramente all'avanguardia. Abbiamo la Catalent, la Sanofi, la Bomedica Foscama, la Thermo Fisher Scientific, l'Acs Dobfar. Non significa, però, che produrremo il vaccino, ma ci sono parti delle produzioni che possono essere fatte ovunque. Abbiamo recettività, sono stati fatti investimenti nel corso degli anni per altissimi standard qualitativi. I contatti ci sono per tutto il polo farmaceutico. Catalent sta già facendo parti delle produzioni con l'infialamento, altri hanno contatti. Con certezza possiamo dire che abbiamo le aziende in grado di accogliere queste produzioni in un settore sempre all'avanguardia. I contatti ci sono ma non sono cose che si risolvono in un giorno. Credo che sia un'opportunità che regione e territorio debbano cogliere».
La sindacalista aggiunge poi: «In particolare, per quello che a noi risulta, Catalent e anche Thermo Fisher stanno facendo delle valutazioni. Si tratta ancora di accordi che le aziende stanno facendo al loro interno».

Un'opportunità per il lavoro
Inevitabile parlare di una boccata d'ossigeno per l'occupazione in un'area depressa come la nostra. «È un di più. Le aziende lavorano su vari prodotti. È una dimostrazione delle eccellenze che abbiamo nel nostro territorio, per le risorse umane, come frutto di aziende che hanno investito su innovazione, sui siti, sugli impianti e sull'occupazione di grande qualità. Chiaramente oggi sono sul mercato come aziende di grande innovazione tecnologica e sicuramente sono pronte ad accogliere queste opportunità che, magari, possono dare una soluzione alla necessità dei vaccini e all'occupazione. La nostra speranza è come utenti perché la soluzione all'emergenza è solo con le vaccinazioni di massa, di cui abbiamo bisogno in grande quantità. Ma sarà anche un'opportunità per usare dei siti che sono delle eccellenze italiane», conclude Antonella Valeriani.

Sandro Chiarlitti, segretario generale della Filctem Cgil di Frosinone afferma: «sullo Sputnik ci sono Biomedica Foscama e Acs Dobfar. Sul confezionamento c'è un interesse di tutte le aziende del chimico-farmaceutico, le professionalità ci sono. Oggi Catalent confeziona 50 milioni di vaccini al mese a regime. Nei prossimi giorni si tatterà di capire se l'Aifa autorizzerà le aziende nostre a produrre vaccini già sperimentati in altri paesi. L'Ema dovrebbe omologare il vaccino russo anche per l'Europa. C'è la capacità, ma si tratta di capire se c'è la volontà politica».
Sullo sfondo il nodo delle autorizzazioni e del completamento della fase di sperimentazione. «C'è un vuoto normativo - argomenta Chiarlitti - che deve essere colmato non attraverso le normali autorizzazioni, ma con la revisione dei normali protocolli del ministero della Salute. I percorsi devono essere uguali per tutti».
Ma ora si parla anche di un'opportunità per la Thermo Fisher. «Ha la capacità produttiva, la conoscenza del layout e della formazione del personale».

La somministrazione
Grazie all'incremento del 20% di dosi di vaccino, oggi sarà operativa la sede vaccinale di Sora per gli over ottantenni. La prenotazione, attivata già ieri, si potrà effettuata sul portale della Regione Lazio, al seguente link: https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/. Da oggi partiranno le prime 54 vaccinazioni. Qualora fosse già stata effettuata la prenotazione in altre sedi, si potrà disdire e riprenotarla presso il presidio sorano.
Intanto sono 19.480 gli over 80 ciociari che si sono prenotati sul portale della Regione Lazio. In totale in tutto il Lazio si sono prenotati in 266.833.

La Asl di Frosinone ha somministrato, fino a ieri sera, 22.739 vaccinazioni su un totale regionale di 305.884, di cui 8.713 vaccinazioni nelle ultime 24 ore. Sono 117.253 le persone che hanno già ricevuto la doppia dose. Il grosso dei vaccinati è sempre rappresentato dalla fascia di età tra i 50 e i 59 anni, poi le categoria 40-49, gli over 80 e quell tra i 30 e i 39 anni. Le donne sono sempre la maggioranza con 184.530 dosi ricevute rispetto alle 121.354 degli uomini.