La sanità ciociara è entrata in una nuova era. La pandemia sta rappresentando uno spartiacque, una rottura nel continuum spazio-temporale, che ha mandato in pensione vecchi schemi e vecchie logiche e che sta imponendo un nuovo modus operandi nella strutturazione dell'offerta sanitaria.

L'esperienza di gestione dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha comportato delle modifiche nelle priorità di azione, e quindi nella selezione di alcuni indicatori, testimoni di una maggiore attenzione verso la presa in carico territoriale, la qualità dei servizi (ospedalieri e non) e gli investimenti rapportati alle possibilità economiche. Il "combinato disposto" di queste dinamiche sembra indicare un riorientamento del dibattito di politica sanitaria: in altri termini, preso atto dell'avvenuto risanamento finanziario, oggi il tema principe sembra diventare quello degli investimenti nel settore, indirizzati a garantire nel tempo la sopravvivenza delle politiche di tutela.

In questo senso si capisce la logica della riorganizzazione della rete ospedaliera voluta dal nuovo manager della Asl, Pierpaola D'Alessandro. Una riorganizzazione che non è legata solamente all'emergenza sanitaria, ma che guarda oltre. E proprio con uno sguardo rivolto al futuro che l'Azienda sanitaria ha deciso di investire sulle professionalità per dare corpo al proprio ambizioso progetto, bandendo una serie di concorsi riservati ai direttori di unità operativa complessa, quelli che una volta si chiamavano primari, per gli ospedali della provincia.

Nel Burl del 12 novembre scorso, infatti, sono stati pubblicati otto bandi, ciascuno da un posto, per direttore di unità operativa complessa per Cardiologia al polo ospedaliero di Sora, Cardiologia all'ospedale di Cassino, Patologie da dipendenze sempre a Cassino, Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura a Frosinone, Radiologia a Cassino, Medicina a Sora, Medicina ad Alatri, Malattie Infettive a Frosinone. Gli incarichi avranno durata quinquennale e gli aspiranti candidati possono presentare le domande entro il 12 dicembre. Le assunzioni erano state autorizzate il 30 luglio scorso, con la pubblicazione sul Burl, con decreto dell'allora commissario ad acta alla sanità, Nicola Zingaretti, che prevedeva per l'Asl di Frosinone dodici nuovi primari. Per l'Uoc di Neurologia a Frosinone, per Igiene e Sanità Pubblica a Frosinone, per Chirurgia generale a Sora e per Anestesia e Rianimazione nel capoluogo dovrebbero esserci notizie a breve con la pubblicazione dei relativi bandi di concorso.

Intanto, altre procedure concorsuali stanno andando avanti e si stanno avviando alla conclusione. Nei giorni scorsi l'azienda sanitaria ha ufficializzato l'elenco dei candidati ammessi alla selezione per un posto da primario a Oncologia all'ospedale "Santissima Trinità" di Sora. Sono pervenute sette istanze di partecipazione e in lizza ci sono: Francesco Angelini, Michele Battista, Domenico Cristiano Corsi, Giovanni Mansueto, Olga Martelli, Cecilia Nisticò e Carmelo Pozzo. La commissione di valutazione è composta dal direttore sanitario dell'Asl di Frosinone, Stefano Brighi (facente funzioni), dal dottor Filippo Montemurro (Fondazione Piemonte per l'Oncologia), dal dottor Stefano Vitello (Asp Caltanissetta), dal dottor Enzo Sandro Veltri (Asl Latina).

Quindici sono, invece, i candidati ammessi alla procedura per il conferimento di incarico per un posto direttore dell'unità operativa complessa Chirurgia generale di Frosinone: Roberto Abbruzzese, Nicola Apice, Bruno Bordone, Giuseppe Cavallaro, Paolo De Meis, Marcelo Gasparrini, Ennio Manzi, Gianluca Mazzoni, Paolo Mercantini, Giuseppe Mezzetti, Filippo Panzera, Vito Pende, Pasquale Perri, Luigi Raparelli, Carlo Luigi Recchia. A valutare i professionisti saranno il direttore sanitario facente funzioni dell'Asl di Frosinone, Stefano Brighi, il dottor Gianfausto Iarraobino dell'Asl di Caserta, il dottor Raffaele Romito dell'Asl di Novara e il dottor Marco Massani dell'Asl di Treviso. La prova colloquio è stata fissata per il 5 dicembre alle 15 nella sala teatro dell'Azienda sanitaria di Frosinone.

Oltre che per la pianta organica sono attese, a breve, grandi novità anche per la medicina territoriale con l'adozione di nuove policy che siano in grado di affrontare due questioni centrali: un rilancio dei servizi socio-sanitari territoriali (si pensi a quelli domiciliari) e una più efficace gestione dei processi di integrazione ospedale - medicina territoriale per tutelare le fasce di popolazione più esposte, perché anziane o affette da patologie cronico-degenerative. Senza dimenticare il riequilibrio tra ospedale e comunità, l'offerta di servizi e strutture a carattere socio-assistenziale, un maggior coinvolgimento delle professioni sanitarie, e maggiori investimenti in tecnologie digitali.