Sarebbe bello chiamarla una "moda", purtroppo assomiglia più a un gioco al massacro. È quella di anticipare la movida e fare il "brindisi" ben prima delle 18 tra amici. E poi la serata tira avanti con quel sapore alticcio. Ma in bocca, per chi non partecipa, resta l'amaro!
È una moda cassinate, come area aggregativa, e non solo! Che si accompagna a quella di nascondersi in aree limitrofe al centro a bivaccare in compagnia, basta stare insieme e magari senza mascherina. E al mattino? Cassino è ugualmente affollata. Altro che break veloce. Si staziona insieme come se il nemico fosse quello intrappolato in una tv che racconta il dramma del momento.

Ma questo fine settimana si è davvero esagerato. E le foto degli assembramenti hanno indignato un intero territorio. Giovani e adulti ammassati nelle vie del centro, irriverenti al cospetto di un impegno comune.
E gli internauti, quelli che la birra come la pizza l'avrebbero tirata fuori da frigo e forno, sono andati su tutte le furie. E nei commenti social sono volate "poesie" tra senso di scoramento e sfoghi contro gli irresponsabili.

Poi è arrivata la voce decisa del sindaco Enzo Salera, che in altre occasioni è stata meno dirompente, che ha avvisato le forze dell'ordine e ha annunciato finanche l'estrema ratio dell'esercito.
«Era ora - si legge nei commenti social - perché noi siamo chiusi in casa, ci stiamo privando dei nostri affetti pur di tutelarci e poi vedere queste assurdità. È ora che si prendano dei seri provvedimenti, non se ne può più». E ancora: «Era ora e basta! C'è gente in ospedale che soffre respirando tramite macchinari e questi hanno i bicchieri in mano». Perché l'andazzo va così da un po' di tempo mentre i casi aumentato, 360 nella seconda ondata e un ospedale che si prepara ad aprire l'area Covid.

L'attivista politico e imprenditore del settore alberghiero-ristorazione, Danilo Evangelista tuona: «Gli assembramenti di questo fine settimana dimostrano che c'è ancora irresponsabilità in molte persone, giovani e meno giovani. Non voglio puntare il dito in maniera generica neppure contro titolati di attività o partite iva. Chi sbaglia va sanzionato, da chi lavora ai cittadini. Le foto che abbiamo visto dimostrano che Cassino ha bisogno di potenziare il livello di sicurezza, il sindaco lancia la proposta dell'esercito? Sono contento. Ma anche per fronteggiare il degrado sociale: lo dico da quattro anni. Va continuamente sensibilizzata l'opinione pubblica. Cerchiamo di evitare lo scontro sociale, non attribuiamo le responsabilità solo a una categoria, perché alla fine è di ciascuno».

Gli fa eco un altro giovane, Luigi Gaglione, sia come amministratore (assessore di Cervaro) che come rappresentante degli studenti Unicas. «Serve un forte senso di responsabilità, sono tanti i giovani che purtroppo hanno creato queste situazioni spiacevoli in piazza. Mi appello proprio a loro, ai ragazzi, al loro senso di responsabilità per mettere fine a tutto questo, serve il sacrificio di tutti per vedere giorni migliori, rinunciando a qualcosa».

E il rappresentate della categoria la pensa alla stessa maniera. Peppino Di Bello è vice presidente della Fipe Lazio sud, Federazione italiana pubblici esercizi.
«Sabato sera ho subito mandato un messaggio al sindaco perché sono stato d'accordo con la sua presa di posizione. C'è questo malcostume di non voler aderire alle regole che sono a salvaguardia di tutti. La pandemia non è che si sconfigge oggi o domani, dobbiamo imparare a conviverci. Quello che si è visto sabato sera, succede anche al mattino. Tutti dovrebbero richiamare gli altri a rispettare le prescrizioni, anche i titolari, almeno provarci. Il brindisi prima delle 18? È di una gravità inaudita e non si possono prevedere gli effetti successivi. Alla fine gli irresponsabili giocano sulla nostra pelle. Tutti sono in difficoltà, anche i baristi che devono tirare avanti ogni mese oppure hanno le casse integrazioni da pagare, senza aiuti. E sono arrabbiati perché non vengono soddisfatte le esigenze economiche a livello centrale. Ma ognuno, da parte sua, deve essere responsabile o richiamare alla responsabilità».

Giovane artista, Carlo Leonardi, è fermo con i suoi spettacoli e non "canta" certo le gesta di chi esce, pure senza mascherine, mettendo tutti a rischio. «Come ho già ripetuto in diverse mie discussioni, penso che oltre a essere una responsabilità comune avere un po' di buon senso, questo virus faccia uscire fuori anche l'egoismo verso il prossimo, verso chi questo virus lo ha preso e sa cosa comporta. Fino a oggi abbiamo visto morire molte persone, e anche tanti artisti, e io - benché faccio parte del mondo dello spettacolo - sono fermo e chiuso in casa senza poter esprimere la mia passione, il canto, mentre vedo assembramenti di centinaia di persone solo per il semplice motivo di scambiare quattro chiacchiere e scimmiottare sotto i portici o in piazza. Penso che così non ne usciremo mai».

Giovane e fotografo, Paolo Trani, che spesso frequenta la piazza, chiosa: «Il comportamento di sabato sera non è giustificabile, però se vogliamo analizzare il quadro della movida, dobbiamo dire che lì non c'erano solo giovani ma anche adulti. La colpa non è della "movida" in generale perché con le dovute precauzioni è giusto che ci sia. La responsabilità è personale. Servono più controlli».