C'è un nuovo morto in provincia di Frosinone per il Covid-19. Si tratta di un caso non segnalato in precedenza che, per effetto delle procedure di riconteggio, è stato registrato solo nella giornata di ieri. Un dato che porta anche ad un aumento di un'unità del numero dei contagiati nel giorno in cui il Lazio fa registrare in tutto solo otto casi.

La vittima
Era andata a Roma, al Gemelli, per sottoporsi a degli accertamenti clinici ed è lì che è stata sottoposta al test, che ha dato esito positivo. Si tratta di una donna di 87 anni di Pescosolido. La positività risale all'11 giugno. Poi, nove giorni dopo, è arrivato anche il decesso della donna, Raffaela Ascione, nata e residente in paese. Anche se era ricoverata in una struttura sanitaria fuori dal piccolo centro ragion per cui a Pescosolido non è scattata alcuna misura di contenimento. I funerali si terranno venerdì alle ore 16 nella chiesa di San Giovanni Battista.

Era dallo scorso 25 maggio, data della scomparsa del farmacista Paolo Ferraro di Villa Latina, che non si registravano decessi di pazienti Covid in provincia di Frosinone. Il caso di Pescosolido, di fatto, è il primo del paese. Come conferma il sindaco Donato Enrico Bellisario in passato c'era stato l'allarme per un bambino dopo un primo tampone positivo. Tuttavia, al Bambino Gesù i due tamponi ai quali era stato sottoposto il piccolo erano risultati negativi, per cui era potuto tornare subito a casa (anche se nelle mappe del Seresmi quel caso era rimasto come l'unico di Pescosolido).

Tornando ai dati dell'Asl di Frosinone, ieri, dunque, è stato contabilizzato il caso di Pescosolido come nuovo positivo e come decesso, mentre sono usciti dodici pazienti dall'isolamento domiciliare, per cui restano in isolamento domiciliare gli ultimi due positivi della provincia. Tenuto conto che la positività in realtà risale all'11 giugno, pur essendo contabilizzata a ieri, si può dire tranquillamente che nell'ultima settimana Frosinone non ha avuto casi positivi. L'ultimo positivo, infatti, risale al 15 giugno, una donna asintomatica di Ferentino, finita in isolamento domiciliare. A giugno sono nove i casi finora accertati.

Il dato regionale
Restano sotto le dieci unità i nuovi contagi nel Lazio. La conferma arriva dall'assessore alla sanità Alessio D'Amato che, commentando il bollettino, dice: «registriamo un dato di otto casi positivi e tre decessi. Si conferma il trend in calo nelle province che registrano zero casi. È stato ricoverato al policlinico Umberto I un paziente proveniente da Dacca (Bangladesh) che riferisce di essere stato sintomatico già alla partenza. Avviata la notifica al ministero della Salute per le operazioni di verifica del caso. Dei casi odierni due sono riferiti all'Istituto religioso Teresianum a Roma che è stato posto in sorveglianza sanitaria e dove sono stati effettuati test a tutti. Si tratta di un giardiniere (Asl Roma 1) e una suora (Asl Roma 3). La situazione dell'Istituto religioso è sotto controllo, ma ribadisco che devono essere rispettate le misure di contenimento disposte dalla Asl senza alcuna eccezione.

Nessuno può entrare o uscire senza l'autorizzazione della Asl. Nella Asl Roma 1 un infermiere positivo è riferito alla coda del focolaio del San Raffaele Pisana che raggiunge così un totale di 119 casi. Nella Asl Roma 4 i due casi positivi sono stati individuati in sede di pre-ospedalizzazione e nella Asl Roma 6 un positivo è stato individuato in sede di Pronto soccorso e trasferito poi al Policlinico Umberto I. A Latina la Asl considera chiusi i cluster di Priverno e della Rsa San Michele, mentre all'ospedale San Giovanni dopo 620 tamponi effettuati è stato registrato il primo positivo al tampone al drive-in».
Proseguono le attività per i test sierologici sugli operatori sanitari e le forze dell'ordine. Da ieri il laboratorio per i tamponi della Asl di Rieti è operativo nella rete regionale Coronet.

L'unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio comunica che «oggi (ieri, ndr) sono 23 le terapie intensive occupate per il Covid-19 nella rete sanitaria regionale: -16 rispetto alla giornata di ieri (sabato, ndr). Una riduzione importante che rappresenta più del 70% dell'intero decremento nazionale. Si riducono anche di 46 unità i ricoverati con sintomi, così come si riducono anche complessivamente il totale degli attuali positivi che passa da 991 a 945 unità». Dei 945 attuali casi positivi del Lazio - comunica la Regione - 721 si trovano in isolamento domiciliare, 201 sono ricoverati non in terapia intensiva, 23 sono ricoverati in terapia intensiva. E ancora 830 sono i pazienti deceduti e 6.259 le persone guarite. In totale sono stati esaminati 8.025 casi.

La situazione in Italia
Gli attuali positivi nel Paese sono 20.637, i deceduti sono 34.657 e i guariti sono 183.426. Rispetto al precedente bollettino della Protezione civile i nuovi casi positivi sono 218 (sei in meno rispetto a domenica), i guariti 533 (domenica 440) e i deceduti 23 (24 l'altro ieri), il dato migliore dal 2 marzo quando furono 18. Gli attuali casi positivi, in diminuzione di 335 unità rispetto all'altro ieri, sono così distribuiti: 18.472 (-38) in isolamento domiciliare, 2.038 ricoverati con sintomi (-276) e 127 in terapia intensiva (-21).
Sono 28.972 i tamponi effettuati (7.776 in Lombardia) per un totale di 5.013.342. Il rapporto malati tamponi effettuati si attesta a uno ogni 132,9.
L'incremento giornaliero dei casi è stato di 143 in Lombardia (il 65,5% del totale nazionale), di 22 in Emilia Romagna, di 11 a Bolzano, le uniche tra regioni e province autonome oltre la decina. Non registrano nuovi casi in sei: Puglia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Umbria, Sardegna e Valle d'Aosta. Un solo caso, invece, in Toscana, a Trento, in Abruzzo e in Calabria.
Attualmente i positivi sono 13.638 in Lombardia, 1.970 in Piemonte e 1.154 in Emilia Romagna, le uniche regioni oltre i mille positivi. A seguire, infatti, c'è il Lazio con 945 e il Veneto con 585. I casi totali, dall'inizio dell'emergenza, sono 93.111 in Lombardia, 31.248 in Piemonte, 28.243 in Emilia Romagna, 19.247 in Veneto, 10.211 in Toscana.