Finita l'emergenza Covid, la sanità ciociara si ritrova alle prese con le emergenze quotidiane, legate soprattutto alla carenza di personale. Fernando Ferrauti, responsabile del Dipartimento salute mentale della Asl, ha annunciato che «sono sospesi, ad effetto immediato e sine die, i nuovi ingressi in Rems». Lo ha fatto attraverso una lettera inviata ai vertici aziendali della Asl, ma anche, per conoscenza, a moltissime altre Autorità e ai sindacati.

L'iniziativa di Ferrauti
Ferrauti sottolinea quella che definisce «la grave carenza di personale». Specificandola: 8 operatori sanitari, 2 medici psichiatri, 3 psicoterapeuti, 2 amministrativi, 1 assistente sociale. Fernando Ferrauti comunica che «non essendo più possibile erogare prestazioni appropriate all'utenza e contestualmente garantire la sicurezza di ospiti ed operatori, sono sospesi, ad effetto immediato e sine die, i nuovi ingressi in Rems». Quindi aggiunge: «Contestualmente verrà proposto agli organi competenti l'avvio delle procedure per la chiusura definitiva di una delle due Rems insistenti nella provincia di Frosinone».
Contestualmente Ferrauti ricorda che sta elaborando il piano di riorganizzazione dei servizi del Dipartimento salute mentale e delle patologie da dipendenza, che dovrebbe contenere la proposta di una contrazione dell'offerta di prestazioni. Sempre per problemi legati alla carenza di personale. Evidente altresì che la sfavorevole congiuntura conseguente all'emergenza epidemiologica dovuta al Covid-19 ha sostanzialmente interrotto forme di programmazione che si stavano portando avanti. L'Ugl ha immediatamente auspicato che i vertici aziendali della Asl procedano alla risoluzione del problema.

Il nodo anestesisti
Riunione fiume ieri pomeriggio per quel che riguarda il nodo degli anestesisti. Nei giorni scorsi i responsabili dei reparti di Rianimazione dei quattro ospedali ciociari avevano paventato la sospensione degli interventi chirurgici non indifferibili. Il punto è sempre lo stesso: la carenza di anestesisti. Sono 35 quelli in servizio nei quattro ospedali della provincia. La Regione Lazio ha autorizzato il reclutamento di altri 24, ma bisognerà attendere. Il punto rimane quello delle prestazioni aggiuntive. Vale a dire il lavoro al di fuori dell'orario di servizio. L'unica opzione praticabile per ovviare al fatto che non si fanno gli straordinari. Secondo la Regione Lazio questa possibilità può essere concessa per un ammontare massimo di 15-20 ore mensili. E in ogni caso il limite individuale non può comportare il superamento delle 48 ore.

L'ipotesi sulla quale si sta ragionando è quella di coprire tutti i turni per quanto riguarda i servizi essenziali e poi stabilire l'ammontare dell'acquisto di prestazioni aggiuntive per garantire tutto il resto. In modo da assicurare sia le urgenze chirurgiche indifferibili che quelle differibili. Stabilendo altresì dove c'è maggiore necessità di ore aggiuntive nei quattro ospedali. Oggi i responsabili dei reparti di Rianimazione dovrebbero presentare le rispettive programmazioni, da sottoporre poi all'Azienda. Ma in questo momento ad essere garantite sono soltanto le urgenze chirurgiche indifferibili. Per quanto riguarda il reparto di Rianimazione di Alatri saranno necessari dei lavori di manutenzione, ragione per la quale il reparto verrà temporaneamente chiuso.

Gli ambulatori
Intanto da ieri sono ripartite alcune attività ambulatoriali. La situazione è complessa e complicata. Occorrerà recuperare 31.097 prestazioni sospese, per le quali serviranno 14.837 ore aggiuntive. Intanto uno sguardo alle sedi delle prestazioni ambulatoriali. Nel Distretto A operativi il Poliambulatorio extraospedaliero di Anagni, quello di Fiuggi e quello di Alatri. Nel Distretto B il Poliambulatorio extraospedaliero di Boville Ernica, quello extraospedaliero di Frosinone (Palazzina Q di via Fabi), quello di viale Mazzini (sempre nel capoluogo). E poi la Casa della Salute di Ferentino (solo prelievi e radiologia) e la Casa della Salute di Ceccano. Ancora: la Casa della Salute di Ceprano, il Poliambulatorio extraospedaliero di Veroli (solo prelievi) e quello di Ripi. Nel Distretto C il Poliambulatorio extraospedaliero di Isola del Liri, la Casa della Salute di Atina, il Poliambulatorio ospedaliero di Sora. Nel Distretto D il Poliambulatorio extraospedaliero di Cassino, quello ospedaliero di Cassino e la Casa della Salute di Pontecorvo.

Ovviamente parliamo di una vera e propria rivoluzione organizzativa da attuare in conseguenza dell'emergenza legata al Covid. Sarà necessaria la prenotazione, anche per i prelievi. L'appuntamento sarà preceduto da un contatto telefonico con l'utente nei giorni precedenti, per una valutazione del rischio Covid. Questo passaggio avverrà attraverso la verifica di possibili sintomi sospetti o di viaggi effettuati. O di eventuali contatti con persone affette da sintomi respiratori o in isolamento fiduciario. Per i casi non sospetti di rischio Covid il contatto telefonico sarà utile a ricordare comunque all'utente le modalità di accesso. Per esempio non presentarsi prima dell'orario fissato per l'appuntamento. Così come non sarà consentita la presenza di accompagnatori. Sarà obbligatorio, per accedere all'ambulatorio, presentarsi indossando già la mascherina.

Queste le misure organizzative in tutte le aree di attesa ambulatoriali: distanziamento sociale, appuntamenti snodati per il tempo necessario all'effettuazione della sanificazione ambientale, indicazione chiara non soltanto delle sedie utilizzabili per l'attesa, ma anche dei percorsi di entrata e di uscita. Ci saranno sia le locandine che ricordano le principali misure di precauzione che la cartellonista esplicativa finalizzata ad evitare l'affollamento. All'ingresso un addetto misurerà la temperatura corporea, con interdizione dell'accesso per gli utenti che presentano una temperatura superiore a 37,5 gradi. Inoltre, ogni sala di attesa sarà dotata di un dispenser per l'igiene delle mani e di mascherine e guanti per gli utenti che ne fossero sprovvisti. Come criterio generale di organizzazione delle prestazioni ambulatoriali e degli screening, le prestazioni saranno erogate preferibilmente nei presidi territoriali.

La ratio è quella di lasciare gli ambienti e le attrezzature degli ospedali dedicati per quanto possibile alle attività diagnostico-terapeutiche per ricoverati e pazienti in dimissione protetta. Sono state individuate 23 ore di erogazione ambulatoriale aggiuntive da dedicare alle attività di recupero in ognuno dei 18 presidi territoriali ed ospedalieri operativi. L'ipotesi è quella di tre ore al giorno dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20. Più il sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Continuerà invece nei giorni e negli orari stabiliti (dal lunedì al venerdì fini alle 17) l'erogazione delle prestazioni ambulatoriali già prenotate dall'utenza dal 1° giugno in poi. Per non accumulare altri ritardi.