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La situazione

A Cipro dopo il drone. Gli studenti dell'Ite di Ceccano: «Qui va tutto bene»

I ragazzi erano impegnati in un progetto di Pcto. La guerra che infiamma il Medio Oriente appare lontana. E non c’è alcun allarme.

A Cipro dopo il drone. Gli studenti dell'Ite di Ceccano: «Qui va tutto bene»

«Stiamo tutti bene, siamo tranquilli. Qui i venti di guerra proprio non si sentono». Il professor Marco Stramaccioni, in questi giorni a Cipro con la sua collega Marilisa Canale insieme a un gruppo di quindici studenti delle classi quarta e quinta dell’Istituto tecnico economico di Ceccano, rassicura tutti, soprattutto gli agitatissimi genitori: la situazione nell’isola è tranquilla, dopo il drone iraniano che il primo marzo ha colpito la base della Royal air force britannica di Akrotiri, nessuno ha sentito né visto più nulla. A Oroklini, il paese di seimila abitanti a una decina di chilometri da Larnaca, nella parte greca dell’isola, dove i ragazzi dell’Ite sono impegnati in un progetto “Pcto” (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, l’ex Alternanza scuola lavoro), la guerra che infiamma il Medio Oriente appare lontana. E non c’è alcun allarme.

I ragazzi con i due insegnanti accompagnatori sono arrivati a Cipro proprio la sera dell’attacco col drone, che peraltro ha causato danni limitati e nessuna vittima. «Abbiamo saputo dell’attacco alla base inglese dai genitori degli studenti che chiamavano insistentemente dall’Italia - racconta il professor Stramaccioni - Qui tutti sono tranquilli, non c’è alcun timore nella popolazione locale. Nulla di anomalo, la vita quotidiana scorre serenamente. L’altra sera qui da noi c’era un gruppo di una settantina di anziani che festeggiava in allegria».

Da qui il suo messaggio alle famiglie dei ragazzi: «Non c’è assolutamente da preoccuparsi, anche perché se dovesse esserci qualche allarme l’ambasciata ci farebbe evacuare subito. Tutti ci tranquillizzano e ci rassicurano, le autorità locali e quelle italiane che sono in contatto con la scuola. Capisco i genitori che leggono su internet notizie allarmanti che in realtà qui non si percepiscono. I ragazzi stanno bene, sono sereni. E anche noi docenti».
Il rientro in Italia del gruppo è fissato per il 15 marzo.

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