«Lo stabilimento Fca di Cassino è in attesa di un terzo modello che darà sicuramente la continuità lavorativa a chi oggi ha un lavoro, ma darà una importante risposta anche per l'occupazione aggiuntiva». Parole e musica di Francesco Giangrande che ieri, dal XVI congresso della Uilm, è stato confermato ai vertici del sindacato. E, nel corso della sua relazione, si è soffermato ovviamente a lungo sulla situazione dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano e delle fabbriche dell'indotto. Il segretario si è mostrato ottimista, e ha spiegato: «Purtroppo appare difficile che il terzo modello dell'Alfa Romeo possa arrivare sulle linee già dall'autunno del 2018 ma, con molta probabilità, sarà in produzione nel 2019. La nuova vettura - ha chiosato il segretario - sarà il vero "colpo" per lo stabilimento che, in tal modo, potrà avere anche la possibilità di assorbire altro personale anche se, ovviamente, tutto dipende dal mercato». E, a tal proposito, il segretario ha aggiunto: «Già a partire dal mese di aprile potrebbero iniziare a vedersi dei miglioramenti, certamente non a marzo». Gli stessi concetti saranno ribaditi stamane nel corso dell'incontro con gli ex 532 interinali che hanno lavorato circa dieci mesi nel 2017 da precari e poi, il 31 ottobre, sono stati messi alla porta con un sms. Sembrava la fine di un sogno. Un incubo. Poi, però, lo scorso mese di gennaio sono stati stabilizzati con contratto a tempo indeterminato gli altri 300 interinali che erano rimasti in fabbrica. Una bella notizia per il territorio che, inevitabilmente, ha aperto nuovi scenari per Fca e per tutto l'indotto. Sempre il segretario Giangrande, nel corso del congresso che ha visto la partecipazione - tra gli altri - del sindaco di Piedimonte San Germano Ferdinandi e del sindaco di Cassino D'Alessandro - ha infatti spiegato: «Visto che il territorio del Cassinate vive di Fca e del suo indotto, io credo che oltre quello che è accaduto con la non riconferma degli interinali e con il calo delle vendite, noi a breve riusciremo a mettere in atto quello che è necessario: ovvero maggiore vendite che garantiscono una maggiore occupazione». Ma tra dieci giorni l'Italia è però chiamata alle urne per eleggere un nuovo Parlamento e non è affatto certo che si riesca a formare un Governo. La stabilità è a forte rischio e il caso preoccupa non poco i metalmeccanici della Uil: «Noi - conclude Giangrande - ci auguriamo che un Governo si formerà perchè altrimenti, senza una guida del Paese, c'è il rischio dell'instabilità e della crisi per tutti, a partire dall'industria e quindi dal Cassinate».