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Isola del Liri

L’abbraccio degli allievi al maestro Graziano Gemmiti

La sorpresa per il suo novantunesimo compleanno: una grande festa per testimoniargli affetto e riconoscenza

Ben più di una festa, un abbraccio e un grazie corale. Con una grande sorpresa. Il novantunesimo compleanno del maestro Graziano Gemmiti non è passato inosservato. Così hanno voluto i suoi “Ragazzi di borgata”, il gruppo musicale che il maestro fondò nella seconda metà degli anni Settanta e che fino al 1983 ha animato con la sua musica popolare feste di piazza e concerti in tutta la provincia e anche fuori. Sono stati loro, insieme ai familiari, a fargli il dono più bello. E inatteso. Domenica scorsa si sono presentati tutti al ristorante “Eurobar” di Arpino. Erano in 85, 37 elementi della band che si sono alternati negli anni con familiari al seguito. Un po’ meno “ragazzi”, ma con lo stesso affetto per chi ha trasmesso loro l’amore per la musica. Un pranzo e tanti brindisi per il maestro che ha incassato con un filo di commozione la sorpresa di ritrovarseli davanti dopo quarant’anni. Un minuto dopo si è messo a suonare uno dei brani più coinvolgenti del suo repertorio: “Mannaggia lu vinu vinu vinu”. Un tripudio di gioia, vitalità e di amarcord.

Poi la torta con l’immagine dei “Ragazzi di borgata” e il soffio sulla candelina. In quel momento, deve aver ripensato alle migliaia di giovani che ha formato, la ragione di tanto affetto. Forse ha ricordato quando, all’età di 4 anni, lo zio gli regalò un violino, ma senza archetto. Non si perse d’animo: tagliò il crine della coda a un cavallo e se lo costruì da solo. E poi il suo primo insegnante, un violinista cieco, il lavoro da sarto figurinista a Roma, l’insegnamento nelle scuole medie e, a quarant’anni, gli studi al conservatorio di Frosinone, il diploma in violino, l’orchestra del “Licinio Refice”. Avrà pensato ai gruppi che ha fondato: “The Leaders”, “Ragazzi di borgata”, “La nuova dimensione” e da ultimo “Barocco 2000”. Una vita con la musica e per la musica, celebrata nel migliore dei modi dai suoi riconoscenti allievi, dalle figlie Maria Grazia, Gina e Gabriella, dai cinque nipoti e due pronipoti che stravedono per lui.

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