Frosinone
24.02.2026 - 09:00
L’immagine di uno scorcio del centro storico
Urla e schiamazzi fino a notte fonda. Soprattutto nel fine settimana, ma non soltanto. E poi clacson suonati all’impazzata, partite di calcio improvvisate con pallonate alle finestre, alle facciate. Ma anche e soprattutto alle saracinesche, perché fanno più rumore. Senza contare la pratica di suonare i citofoni (in piena notte) e scappare via, i pugni ai portoni, i motorini “smarmittati” e a volte contromano. I residenti di diverse zone del centro storico di Frosinone non ce la fanno più. Qualche sera fa nell’area dell’Arco Campagiorni più di qualcuno si è affacciato. «Chi disturbava la quiete pubblica ci ha perfino preso in giro», sottolineano.
Poi naturalmente c’è pure dell’altro. Gian Franco Schietroma, segretario regionale del Psi, non è soltanto un politico di primo livello di Frosinone: è stato due volte Sottosegretario, parlamentare, assessore e consigliere regionale e anche membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura. Nel capoluogo ha vissuto e mantiene un legame fortissimo e quotidiano. E infatti, sottolinea, «il mio è un intervento da cittadino». Aggiunge: «Il centro storico da anni versa in uno stato di abbandono e di degrado, adesso però è arrivato il momento di intervenire».
Afferma Schietroma: «Quello della sicurezza è un tema davvero cruciale anche per la nostra città di Frosinone. Basti pensare, ad esempio, a quanto succede nella zona della stazione e in alcune parti del quartiere Scalo. Dove si registrano episodi di microcriminalità in modo diffuso. C’è la necessità di interventi immediati per garantire la tranquillità dei cittadini e dei residenti». Poi aggiunge: «Ma anche nella parte alta del capoluogo la situazione è veramente preoccupante. Nei giorni scorsi, grazie all’iniziativa (meritoria) della signora Graziella Cioce, una residente del centro storico di Frosinone particolarmente attenta alle problematiche della zona, sono state raccolte in pochissimo tempo ben 110 firme per chiedere l’installazione di telecamere di sorveglianza. Si tratta di un segnale importante, che va assolutamente raccolto e che segnala quanto il problema sia sentito».
Prosegue il leader socialista: «La petizione, indirizzata al Sindaco e al Prefetto, è molto ben motivata perché il centro storico è ormai luogo di degrado, nel quale si registrano anche episodi di microcriminalità (e non solo) diffusa. È aumentato il numero di furti e di danneggiamenti: basta chiedere ai residenti. Così come è frequente la presenza di soggetti notoriamente dediti allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti». Rileva quindi Schietroma: «Lo stato di totale abbandono in cui versa la parte alta della città ha indotto numerosi cittadini a trasferirsi altrove: ne conosco personalmente tanti. E questo ha prodotto gravi conseguenze sul commercio e sui servizi. I residenti che hanno scelto di rimanere sono inevitabilmente preoccupati. Specialmente nelle ore serali. La sicurezza di tutti i cittadini è il tema centrale e va garantita al massimo. Anche attraverso l’installazione di telecamere di sorveglianza, come si chiede nella petizione. In particolare nelle zone di piazza Santa Maria, piazza Scappaticci, via Aonio Paleario e via del Carbonaro. A favore delle istanze dei firmatari è intervenuto, molto opportunamente, in consiglio comunale il capogruppo socialista Vincenzo Iacovissi, nel corso dell’ultima seduta del question time. A quello che definisco il “grido di dolore” dei 110 firmatari, ritengo di dover aggiungere il mio sostegno personale, oltre a quello del partito che rappresento. Anche perché “sento” particolarmente il legame con questa parte della città, così significativa e così ricca di storia e di tradizioni».
Conclude Schietroma: «Quelle 110 firme meritano attenzione e rispetto. Pertanto confido vivamente che le autorità interpellate vogliano accogliere con tempestività le richieste dei cittadini sottoscrittori della petizione, poiché la sicurezza e la tranquillità della popolazione rappresentano beni fondamentali da salvaguardare in via assolutamente prioritaria. Dal centro storico allo Scalo e in tutte le zone della città».
Da quanti anni si parla della necessità di un rilancio del centro storico? E da quanti anni però nulla cambia? La perdita dei residenti e la chiusura di tante attività è sotto gli occhi di tutti. Così come lo stato di abbandono di alcune zone. Il tema della sicurezza è sicuramente prioritario. Ma manca pure un progetto complessivo di “visione di futuro” di quello che è il cuore del capoluogo. La sede del Comune a Palazzo Munari è stato uno splendido lampo nel buio. Quando invece doveva rappresentare il fulcro della rinascita. Però la rinascita passa necessariamente dai residenti, dal commercio, dall’arredo e dal decoro urbano. E dai giovani.
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