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Frosinone

All'"Alessandro Volta" il ricordo della Shoah

Il messaggio del Prefetto Ranieri: «Che la memoria degli orrori passati sappia guidarci a un futuro di pace»

Una mattinata dedicata al ricordo della Shoah e alla riflessione sui valori della pace, della tolleranza e della fratellanza, attraverso la voce e il contributo attivo degli studenti. È quella andata in scena all'Istituto di Istruzione Superiore Alessandro Volta di Frosinone, alla presenza di numerose istituzioni, nell'appuntamento “I giovani e la Memoria”. Tante le iniziative da parte dei ragazzi, a partire dal Laboratorio teatrale del liceo Severi, guidato dal professor Romolo Martufi, che è stato protagonista con "Il canto della Memoria", un intenso momento espressivo ispirato a Ilse Weber, il canto dei bambini di Terezín, capace di unire parola, musica ed emozione. A seguire l’intervento della classe 5A Informatica, coordinata dal professor Tommaso Di Brango, con la lettura di un brano tratto da "I sommersi e i salvati di Primo Levi", dal titolo emblematico “…Che questo è stato”, testimonianza profonda e necessaria per comprendere l’orrore dei campi di sterminio. A prendere parte all'appuntamento anche la classe 5B Biotecnologie Sanitarie, accompagnata dalla professoressa Cristina Famosi, che ha presentato "Il valore della memoria", un video realizzato dagli studenti sui temi della pace e della fratellanza, attraverso l'analisi di parole dal forte significato morale. 

La mattinata si è conclusa con un momento musicale di grande intensità: la professoressa Eleonora Massa, del Liceo Severi, accompagnata alla tastiera da Francesco Cupini, ha interpretato "Auschwitz, canzone del bambino nel vento" di Francesco Guccini. Nel corso dell'iniziativa è intervenuto anche il Prefetto di Frosinone, il dottor Giuseppe Ranieri: «Che la memoria degli orrori passati sappia guidarci a un futuro di pace e di integrazione, senza distinzioni di sesso, etnia e religioni. Vorrei citare una frase del più grande scrittore italiano dell'Olocausto, Primo Levi: 'Perché la memoria del male non riesce a cambiare l'umanità? A che serve la memoria?' Ecco io penso che fino a quando non riusciremo a costruire nelle coscienze collettive il tabù della guerra, della violenza e della sopraffazione, a questa domanda non si potrà dare una risposta positiva». 

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