La storia
20.03.2026 - 15:18
Un talento scoperto per caso. E un sogno che prende forma. È questa la storia di Emanuele Bondatti, pizzaiolo originario di Ferentino, che negli anni ha girato il mondo portando la sua arte in giro per l'Europa.
«La mia storia non è iniziata davanti a un impasto, ma tra le chiavi inglesi come assistente caldaista e la fatica dei magazzini. Quei turni pesanti a caricare e scaricare merci mi hanno insegnato il valore del lavoro, ma sentivo che la mia strada era un'altra. La scintilla è scoccata nel fine settimana, in una pizzeria al taglio del mio paese: lì, tra il profumo del lievito e il calore del forno, ho capito che quella sarebbe stata la mia missione, da vivere con passione assoluta» ha raccontato Emanuele.
La disciplina e il maestro
Dopo una gavetta fatta di piatti lavati e osservazione silenziosa, Emanuele ha deciso di investire sul suo futuro, frequentando a Roma l’Accademia Pizzaioli, dove ha avuto il privilegio di studiare al fianco di Claudio Bono, pluricampione mondiale. Oltre alla tecnica magistrale, Bono è stato in grado di trasmettere a Lele l'umanità del mestiere. «Da lui ho imparato che l’impasto non è solo cibo, è rigore e cuore» racconta.
Il volo verso Las Palmas e l'amicizia a Balingen
Emanuele, dopo aver preso il diploma da pizzaiolo, non si è fermato. Anzi. «Con il diploma in tasca, ho iniziato a usare l'Arte Bianca come un passaporto. Dopo una prima fondamentale tappa a Las Palmas di Gran Canaria, il mio viaggio è proseguito verso la Germania, a Balingen, in provincia di Stoccarda. Questa tappa è stata speciale per un motivo preciso: lì ho lavorato al fianco di Fabio, il mio più grande amico. Insieme a lui ho affrontato le sfide di un mercato internazionale, rendendo quel periodo un pilastro della mia vita e della mia carriera» spiega.
Poi, il ritorno in Italia, in Sardegna. «Per due stagioni, presso "La Pineta" di Martina, Ugo e Anthony, ho lavorato come pizzaiolo e aiuto cuoco. Questa contaminazione è stata la chiave di volta: ho imparato tecniche di cucina calda che oggi porto nei miei condimenti, trasformando ogni pizza in un piatto elaborato e completo» racconta.
Oggi il suo biglietto da visita è il calzone: «Grazie a un ingrediente segreto affinato negli anni, ho creato un equilibrio unico: una croccantezza decisa all'esterno che protegge un cuore incredibilmente soffice. È la sintesi del mio viaggio: la solidità della mia storia fuori, la morbidezza della mia passione dentro. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la mia famiglia. A loro va il mio ringraziamento più profondo per avermi sopportato e supportato in ogni mia scelta, nei momenti di lontananza e in ogni sfida. Questo traguardo è il risultato di un amore che non mi ha mai lasciato solo.
Perché alla fine, il vero ingrediente segreto non si compra e non si pesa: è quella voglia di stupire che ogni volta, davanti al forno, mi fa sentire ancora quel ragazzo che nel fine settimana sognava di cambiare la propria vita con un pizzico di farina».
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