La violenza
27.05.2019 - 12:10
I soldi non arrivano ed ancora una volta in un centro di accoglienza a Fiuggi, questa volta l'ex hotel "Daniel's" esplode la protesta dei profughi.
La cronaca
Circa venticinque profughi, come da copione, hanno bloccato le uscite posizionando mobili e divani davanti alle porte, e minacciando di non liberare i due assistenti presenti, se non fosse stata loro consegnata la "paghetta" prevista dal protocollo. La giovane assistente sociale (28 anni, anagnina) ed il "mediatore", evidentemente abituati a quel genere di richiesta, hanno tentato di riportare la calma, senza riuscirvi. finalmente però uno dei due è riuscito a chiedere aiuto chiamando il Commissariato, e podo dopo sono giunte alcune volanti che con i propri agenti hanno liberavano in maniera non cruenta i due giovani ostaggi e iniziato a dialogare con i protagonisti della protesta.
La motivazione addotta, il solito ritardo nella consegna del pocket-money, la diaria giornaliera di 2.50 euro destinata agli ospiti di quel tipo di struttura per le spese quotidiane. Gli enti (associazioni, cooperative) che gestiscono i centri, risentono in maniera seria dei ritardi nella erogazione dei fondi, ed anticipare certe spese, soprattutto per chi opera senza scopo di lucro, è chiaramente impossibile.
La Prefettura, in questo caso, avrebbe garantito il pagamento di una parte da effettuarsi nei prossimi giorni. Intanto i due professionisti, l'assistente sociale ed il mediatore di origine africana, sono sttai ascoltati in Commissariato dagli uomini del dott. Sergio Vassalli, e starebbero riflettendo se sporgere o meno formale denuncia per l'accaduto. Il problema è tanto serio quanto noto: gli immigrati chiedono la consegna di quanto promesso dallo Stato, e non sono disposti a farsi carico dei ritardi degli enti che tardano a pagare. Una protesta che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi. Ma che a Fiuggi ormai sta diventando una routine.
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