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Cinesi costrette a prostituirsi per 10 euro: convalidato l'arresto, ma la maitresse torna in libertà

Intanto in città si continua a parlare della scoperta di un altro appartamento a luci rosse in centro

Teneva in casa una giovane cinese costringendola a prostituirsi per dieci euro. Il giudice ha appena disposto per la maitresse, arrestata ieri in una casa hot di via Sferracavalli per sfruttamento della prostituzione, la convalida dell'arresto e il rigetto della misura cautelare. Dunque, torna libera. Dopo la richiesta di patteggiamento si è proceduto a giudizio immediato con una condanna a due anni.

Intanto continua a far parlare, in città, la scoperta di un'altra casa a luci rosse in centro. Prezzi bassi, 50 euro a prestazione, rispetto ai 100 accertati in altre realtà hot disseminate nel cuore urbano della terra di San Benedetto. Cinquanta euro che la maitresse incassava direttamente per poi "devolvere" dieci o quindi euro alla sua "vittima". Quando gli agenti del dottor Tocco sono entrati nella stanza del piacere hanno trovato, oltre a centinaia di profilattici e dieci telefonini utilizzati per i clienti, anche una macchinetta per evitare di incappare in banconote false.

Un appartamento insospettabile, dopo si poteva salire e scendere con tranquillità, immersi nella quotidianità urbana, e ricevere massaggi "speciali". Per tutti i gusti. L'appartamento di 90 metri quadrati è stato posto sotto sequestro mentre nel reggiseno della donna, nascosti nel push-up, sono stati trovati 750 euro. Per la polizia è una cifra media che può corrispondere a due giornate di lavoro. Tanti i clienti, cassinati e di fuori provincia, che frequentavano quel posto. Migliaia di euro, il guadagno mensile per la maitresse. Ecco perché la polizia continua le indagini.

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