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È il giorno più lungo: la politica trattiene il fiato

È il giorno più lungo: la politica trattiene il fiato

Referendum

È il giorno più lungo: la politica trattiene il fiato

Il conto alla rovescia è finito. Oggi gli italiani sono chiamati alle urne per cambiare o mantenere 47 articoli della Costituzione interessati dalla riforma che porta il nome di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. Si vota, dalle 7 alle 23. Subito dopo inizierà lo spoglio delle schede e lo scrutinio andrà avanti senza interruzioni affinché possa essere completato entro le ore 14 di lunedì 5 dicem- bre. Non c'è bisogno del quorum (cioè del raggiungimento del 50% più uno degli aventi diritto al voto) perché si tratta di un referendum confermativo. Significa che bisogna confermare (Sì) o meno (No) la legge costituzionale entrata in vigore il 16 aprile 2016. Il quesito scritto sulla scheda è il seguente: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”.

In provincia di Frosinone gli elettori sono 398.389: 193.691 uomini e 204.698 donne. Sono 496 le sezioni nei 91 Comuni. Ogni seggio è composto da un presidente, tre scrutatori e un segretario. In totale dunque saranno impegnate 1.984 persone. Per votare occorre presentarsi al seggio con la tessera elettorale e un documento di ricono- scimento. Qualora la tessera elettorale fosse scaduta, oppure smarrita, sarà possibile procurarsene una nuova recandosi presso gli uffici elettorali o di anagrafe del Comune di residenza.

Lo scorso 12 aprile, in quarta lettura alla Camera, è stata approvato il testo di legge sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi. Modifica 47 articoli della Costituzione. La riforma è stata approvata con la maggioranza assoluta dei membri. Come previsto dall'articolo 138 della Costituzione, però, se una legge costituzionale non viene approvata con la maggioranza dei due terzi dei componenti del Parlamento si deve istituire un referendum tramite cui gli elettori potranno o meno confermare il testo di riforma della Costituzione.

Oggi dunque giunge a compimento un percorso lungo, al termine di una campagna elettorale molto dura sul piano politico. Una riforma che ha toccato molti punti: dal bicameralismo paritario all'abolizione del Cnel, dalla modifica del Senato alla cancellazione delle Province come enti di rilievo costituzionale. Adesso però la parola va ai cittadini. Si vota e poi si conteranno i Sì e i No. Tertium non datur.

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