Frosinone
12.04.2026 - 11:09
In occasione della trentesima giornata mondiale del Parkinson, ieri, alla villa comunale di Frosinone, l’associazione “Azione Parkinson Ciociaria” ha celebrato il proprio ventennale con un partecipato evento dedicato a questa malattia degenerativa, che coinvolge non soltanto le persone che ne sono affette, ma anche i loro familiari e gli ambiti sociali di riferimento. Moderato da Fernando Riccardi, l’incontro ha visto la partecipazione di professionisti del settore sanitario e del mondo scientifico, che hanno illustrato le novità della ricerca, i percorsi di cura e l’importanza di uno stile di vita attivo e del supporto clinico e sociale.
Sulla stessa linea la vicepresidente Ramona Biordi: «Venti anni di Azione Parkinson significa essere sul territorio – ha detto – al fianco ddi pazienti e caregiver, con un impegno grande di tutti i volontari che da anni lavorano sul territorio».
All’evento ha partecipato l’assessore ai servizi sociali del Comune di Frosinone, Alessia Turriziani, che ha sottolineato il valore della presa in carico globale dei malati. «È una giornata estremamente importante – ha detto – che richiama l’attenzione sulle fragilità delle persone del nostro territorio. Fragilità che non riguardano soltanto chi vive direttamente la malattia, ma anche l’intero contesto familiare e sociale. È fondamentale investire nella formazione del personale sanitario e sociale – ha aggiunto – affinché siano garantite dignità, sicurezza e appropriatezza delle cure».
E proprio in questa direzione va l’impegno preso nel corso di un incontro dell’associazione con il direttore sanitario della Asl di Frosinone Maria Giovanna Colella, durante il quale è stato portato all’attenzione dell’Azienda il tema dell’accesso al pronto soccorso delle persone con il Parkinson. La dottoressa Colella, come spiegato nel corso dell’evento di ieri, si è impegnata ad aprire un tavolo tecnico-scientifico, con il supporto di “Azione Parkinson Ciociaria”, per arrivare entro il prossimo autunno alla definizione di un protocollo da inviare a tutti i pronto soccorso. L’obiettivo è quello di prevedere, per il primo soccorso, la presenza di almeno due infermieri e Oss per ogni turno, specializzati per il supporto farmacologico delle persone affette dalla malattia.
A sottolineare la necessità di istituire percorsi specifici, a partire dal pronto soccorso, ma anche nella pratica clinica e nell’iter di sostegno sociale, anche l’assessore della Regione Lazio Pasquale Ciacciarelli, che ha sottolineato l’importanza della sinergia interistituzionale.
Dopo l’accoglienza e l’introduzione, i lavori sono cominciati con l’incontro “Pensare globalmente, agire localmente”, dedicato al dialogo tra ricerca, territorio e comunità. La mattinata è proseguita con l’approfondimento sugli aspetti clinici e sociali, con il contributo dei professionisti su ricerca, terapie, percorsi di cura e supporto ai caregiver. Nel pomeriggio, dopo una pausa conviviale, i lavori sono ripresi con una sessione dedicata alle attività dell’associazione e alle prospettive future, seguita da attività all’aperto e dimostrazioni inclusive, come “Nonni e nipoti in armonia” e iniziative di attività fisica adattata e musicale.
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