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Striscioni, microfoni e megafoni: in corso il mega corteo operaio LIVE

Striscioni, megafoni, microfoni, maxi schermo e l'adrenalina alle stelle per l'inizio del mega corteo che invaderà le strade della città martire. Un solo grido: "Cassino non si tocca"

ORE 13:50 - Corteo operaio di Cassino, qui le dichiarazioni dei principali rappresentanti dei sindacati. 

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ORE 12:40 - Sempre Rocco Palombella, segretario generale Uilm: "Si sta calpestando la dignità di un intero territorio. Cassino non è una vertenza, Cassino è una questione Nazionale!"

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ORE 10:30 - "Dignità calpestata. Sia personale che di un intero territorio. Questa manifestazione è la dimostrazione che abbiamo alzato la testa per far sentire questa voce fino ai piani alti. Se questo territorio unito alza la voce può tornare a essere un territorio di lavoro. E da domani bisogna continuare a urlare nelle piazze e fuori dallo stabilimento. Chi vi parla ha una lettera di licenziamento in tasca come lavoratore della Logitech". Così Daniele Marinelli dal palco della grande protesta tra bandiere e cori che inneggiano alla lotta. "Oggi è la primavera di Cassino che vuole interrompere una lunga fase di negatività. Una comunità intera è qui e non si arrende e si ribella", le parole di Rocco Palombella segretario generale Uilm. 

ORE 9.40 - Il corteo è partito. Al grido dei manifestanti, le parole sono solo queste: "Cassino non si tocca". Presenti, tra i molti, anche sindaci e amministrazione provinciale. 

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ORE 8.40 - Il raduno inizia a prendere forma. Sindacati schierati per il grande corteo in partenza intorno alle 9.30 da piazza De Gasperi. Culminerà, dopo aver attraversato corso della Repubblica, in piazza Diaz.

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Striscioni, megafoni, microfoni, maxi schermo e l'adrenalina alle stelle per l'inizio del mega corteo che invaderà le strade della città martire. I sindacati sono i primi ad arrivare in piazza De Gasperi per allestire il necessario per una partenza in grande stile. Già in città i segretari nazionali delle federazioni, pronti a rivendicare un ruolo centrale per uno stabilimento abbandonato a se stesso, il più sofferente dell'intero gruppo. La voglia di "futuro", nonostante i venti avversi della crisi dell'automotive, non si spegne. A rischio migliaia di posti di lavoro e vertenze dolorose come quelle che hanno avuto come protagoniste la De Vizia prima e Trasnova, Teknoservice e Logitech dopo. A partire dalla nove, quando il grande "popolo" dell'automotive si sarà riunito insieme, il lungo serpentone si snoderà da piazza De Gasperi al corso della Repubblica fino a piazza Diaz. Saranno amplificati i grandi temi che travolgono il basso Lazio: il continuo ricorso agli ammortizzatori sociali, i fermi produttivi, il turno unico, la mancanza di mission con i nuovi modelli solo sulla carta. Le buste paga troppo leggere costringono gli operai a forti sacrifici, quando non si vedono costretti a bussare alle porte dei Comuni anche solo per le bollette. Il tessuto economico del territorio ne risente direttamente, come anello della catena di una crisi che sembra non conoscere confini. Ecco perché proprio dalla terra martire, simbolo di una potente involuzione industriale, si marcia uniti per dire basta alla precarietà e per invocare un cambio di passo da parte di Stellantis. Ma anche per chiedere un impegno più deciso al Governo.

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