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Cronaca

L'Iran attacca gli Emirati, giorni di paura a Dubai

La testimonianza di Simone Viola, originario di Ferentino: «Non siamo tranquilli, ma la situazione al momento è sotto controllo»

Ci sono anche diversi ciociari bloccati in queste ore in Medio Oriente dopo che l’Iran ha risposto all’attacco di Usa e Israele con attacchi a obiettivi statunitensi nel Golfo.

Ci sono turisti che non riescono a fare rientro in Italia perché i voli sono stati cancellati. Ci sono uomini e donne di origine ciociara che vivono a Dubai per lavoro. Tra questi Simone Viola, originario di Ferentino. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, tramite WhatsApp, per raccogliere la sua testimonianza e cercare di capire lo stato d’animo che stanno vivendo in queste ore quanti sabato mattina, da un momento all’altro, si sono ritrovati a fare i conti con la paura, lo smarrimento, il senso di impotenza.
Simone non può parlare al telefono perché è accanto al suo bambino, di tre anni, che sta dormendo. Non vuole trasmettergli paura, anche perché, come ci ha subito rassicurato, «la situazione al momento è sotto controllo».
Simone sta cercando di rendere più normale possibile quanto sta accadendo nel luogo dove abita con la moglie e il loro piccolo. Originario di Ferentino, trentotto anni, dal 2021 vive con la moglie a Dubai.
Proprio a Dubai è nato il loro figlio. Simone lavora come construction manager per un’azienda italiana che si sta occupando della costruzione di una linea ferroviaria (650 chilometri) che connette tutti gli Emirati Arabi.

Dove ti trovavi quando si è verificata l’emergenza?

«Ero a casa con mia moglie e il piccolo, perché tutto è iniziato ieri mattina (sabato, ndr) presto. Essendo sabato stavamo in casa. Abbiamo iniziato a ricevere notifiche e notizie. Le autorità locali, e anche l’Ambasciata, ci hanno dato comunicazione di restare in casa, di non uscire e di evitare spostamenti se non necessariamente urgenti o di carattere di emergenza. Siamo in casa e stiamo monitorando quello che succede».

Come è la situazione?

«Al momento la situazione è sotto controllo, i sistemi di sicurezza nazionali hanno risposto egregiamente agli attacchi. Attacchi che al momento non sono comunque indirizzati alla città di Dubai o Abu Dhabi, ma a siti militari strategici. I voli sono stati cancellati, quindi i disagi per i turisti sono inevitabili. Bisogna capire nei prossimi giorni quella che sarà la situazione in tutti i paesi del golfo presi di mira».

Avete paura?

«Avendo un bambino di tre anni e dovendo stare in casa, naturalmente non siamo tranquillissimi, ma non ci sentiamo né abbandonati, né in pericolo. Non ci aspettavamo una situazione del genere, specialmente in un posto sicuro come gli Emirati Arabi. La situazione ci ha preso in contropiede, ma, come ho già detto, per ora è tutto sotto controllo».

Siete stati contattati dall’Ambasciata?

«L’Ambasciata ha comunque mobilitato le proprie risorse per dare supporto ai connazionali. Sì, siamo in contatto con loro».

I vostri familiari come stanno vivendo quello che vi sta accadendo?

«Siamo in costante contatto anche con i nostri familiari e con gli amici in Italia. Anche perché spesso quello che i social postano non rispecchia del tutto la situazione reale».

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