Frosinone
20.02.2026 - 09:55
Sequestrato un opificio nell'area industriale del frusinate. Nei giorni scorsi l'intervento dei militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone e del Nucleo Carabinieri Forestale di Anagni. L'opificio, che esegue lavorazioni di sabbiatura, verniciatura e trattamenti anticorrosivi, è stato posto sotto sequestro. L’amministratore unico della società proprietaria dello stabilimento produttivo è stato denunciato a piede libero.
I militari, nel corso di una verifica ambientale, hanno accertato che la società immetteva direttamente in atmosfera una ingente quantità di polveri, prodotte dall’impianto di sabbiatura, senza titolo autorizzativo previsto, violando l’art. 279, comma 1, del D.lgs 152/2006. Il responsabile, nel caso di condanna, rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro.
All’interno dell’azienda sono stati rinvenuti diversi cumuli di rifiuti speciali di varia tipologia, depositati in maniera incontrollata su aree non idonee, stimati in circa 50 cm e costituiti da residui derivanti dalle operazioni di sabbiatura. La gestione dei rifiuti messa in atto dall’impresa ha violato anche le disposizioni in materia di deposito temporaneo di rifiuti dal momento che la società non ha mai smaltito i rifiuti prodotti. Il tutto commesso in violazione dell’art. 255, comma 1.1, del D.lgs 152/2006 che prevede per il responsabile, nel caso di condanna, l’arresto da sei mesi a due anni o un’ammenda da 3.000 a 27.000 euro.
I rifiuti rinvenuti sono risultati depositati altresì su un piazzale scoperto non impermeabilizzato in violazione delle disposizioni del Piano di Tutela delle Acque Regionale (PTAR) del Lazio, previste dall’art. 137, comma 9, del D.lgs 152/2006, che prevede per il responsabile, nel caso di condanna, l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da 1.500 euro a 10.000 euro.
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