Cerca

Frosinone

La magia del Carnevale, tra tradizione e identità

Si è rinnovato l’appuntamento con la “Festa della radeca”. Il corteo nel centro storico e il rogo del fantoccio al Giardino

Il Carnevale storico di Frosinone, analizzato attraverso i cinque sensi: osservandone tutta la bellezza e i colori; ascoltandone l’urlo appassionato dei radecari; assaporandone le tradizionali specialità culinarie; inalandone il profumo di festa aleggiante nell’aria; toccandone davvero con mano tutte le emozioni che ieri ha suscitato. Fin dalle prime ore del mattino, nella città si è respirata un’aria di festa, che ha coinvolto la cittadinanza tutta. Alle 10, al quartiere Cavoni, il ritrovo dei carri allegorici che poi, attorno alle 11.30, hanno iniziato a sfilare nella parte bassa della città. Questi i carri: da Villa Santo Stefano, “Ritmo do Brasil” e “Safari Express”; da Ripi, “Scooby Doo”, “Sonic” e “Il Gladiatore”; da Torrice, “The Flintstones”, “Il domatore di leoni” e “I pirati di Torrice”; da Pofi, “Tom & Jerry” e “Doraimon”; da Alatri, “Snowman”. Alle 11.30 spazio all’animazione per i più piccoli nelle piazze Sacra Famiglia, Cervini e Madonna della Neve.

Alle 12, a piazza Turriziani, a coinvolgere la cittadinanza il tradizionale dj set di Goddamn Events. In consolle Alessandro Ottaviani e Matteo Chiappini, e alla voce Luca Iacovissi. Alle 12.30, a piazza VI Dicembre, c’è stata la distribuzione dei tradizionali fini fini. Ed ecco che nel centro storico è arrivato, nelle prime ore del pomeriggio, il momento più atteso della giornata, con la sfilata dei carri allegorici e la Festa della Radeca. E come non farsi travolgere dall’entusiasmo e dalla sconfinata passione dei radecari... Perché, alla fine, nel nostro Carnevale, è proprio la passione l’ingrediente vincente, che lo rende unico.

A impreziosire ulteriormente la festa, c’è stata anche la presenza della “Guarnigione Porto Nuovo” di Ancona e del 2° Reggimento Cavalleggeri di Napoli. A piazza Turriziani si è svolto lo spettacolo del gruppo folk “La Strenga” e, a seguire, il processo al Generale.

In serata, come da tradizione, la lettura del testamento del generale morto, il rogo del fantoccio e, per concludere, la classica degustazione di fini fini. Anche quest' anno, madrina della manifestazione è stata Mary Segneri. Articolato il discorso del presidente della Pro loco Alfonso Scaccia: «Grazie a tutti coloro che si sono adoperati per poter arrivare a bruciare il fantoccio del Generale morto, segno evidente del forte legame alle nostre antiche tradizioni. La vera novità dell’edizione 2026, se vogliamo, è proprio questa. Il consolidamento della nostra “Festa della radeca” come Carnevale storico attesta come il lavoro serio, la programmazione e il coordinamento tra istituzioni, enti, Pro loco, associazione Rione Giardino, Accademia di belle arti, scuole e tutti gli altri enti preposti al rispetto della sicurezza, siano gli elementi necessari per la riuscita della festa».

Entusiasta l’assessore al centro storico Rossella Testa: «Piena soddisfazione per questa edizione del Carnevale 2026. Un Carnevale che, da tre anni, è diventato storico e che, ormai, ha raggiunto una qualità, e una quantità, di eventi che vengono premiati anche con bandi sia ministeriali, sia regionali con elevati punteggi che, quindi, portano dei fondi al nostro Comune. Una festa sentita, che rappresenta la nostra identità». E poi non poteva di certo mancare un riferimento dell’assessore Rossella Testa alla “tigna” che contraddistingue il nostro popolo: «Come racconta anche la storia, la Ciociaria si contraddistingue anche per la sua “tigna”: il popolo ciociaro è un popolo che non vuole essere mai domato, e la sconfitta del generale Championnet ne è il simbolo per eccellenza. Anche preso per la gola, il nostro popolo è stato capace di ribellarsi al sopruso dell’invasione francese...».

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione