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Frosinone

La polizia di Stato commemora Giovanni Palatucci, Medaglia d'Oro al Valor Civile e Giusto fra le Nazioni

Alla presenza delle massime autorità civili, tra cui il Prefetto della Provincia di Frosinone, militari e religiose

Alla presenza delle massime autorità civili, tra cui il Prefetto della Provincia di Frosinone, militari e religiose, la Polizia di Stato di Frosinone ha ricordato Giovanni Palatucci, Medaglia d'Oro al Valor Civile e Giusto fra le Nazioni.

Reggente della Questura di Fiume, oggi Rijeka, città della Croazia, divenne un faro di speranza per gli ebrei di Fiume, sacrificando la propria vita, pur consapevole del pericolo che correva.
Il 13 settembre 1944 fu arrestato e deportato a Dachau dove morì il 10 febbraio del 1945, dopo aver subito circa quattro mesi di stenti e torture.

Dopo la deposizione della corona e la benedizione officiata dall’ Arcivescovo Santo Marcianò, vescovo della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Alatri-Anagni, il questore della Provincia di Frosinone, Stanislao Caruso ha voluto ringraziare i presenti, soffermandosi sulla figura del giovane Commissario, Palatucci, il cui sacrificio deve essere di esempio per le giovani generazioni, rappresentate, nella circostanza, da alcune classi di alunni frequentanti l’Istituto Comprensivo di Frosinone 1.
Presente l’Associazione Nazionale Polizia di Stato, la cui sezione di Frosinone, è intitolata a Giovanni Palatucci.
Un sentito ringraziamento rinvolto a tutti i presenti e al musicista Simone Zomparelli, iscritto al conservatorio cittadino e nipote di un poliziotto in quiescenza.

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