Il punto
15.10.2021 - 09:00
È soprattutto dal mondo del trasporto che monta la protesta per il green pass. I dubbi sono legati a diversi fattori, dal personale proveniente dall'estero ai problemi degli autisti che dovrebbero sottoporsi a tampone anche quando sono fuori. In rivolta anche i portuali. E si minacciano scioperi e blocchi. Il segretario della Federazione autotrasportatori italiani di Frosinone, Diego Pettoni, dice: «È doveroso premettere che la Fai-Conftrasporto non è contraria al green pass, che è una misura di sicurezza per l'intera popolazione, anzi si è sempre spesa per incoraggiare il ricorso al vaccino, ma ci saranno delle difficoltà di applicazione oggettive nel nostro settore, tra cui quella per gli imprenditori di reperire professionalità in grado di sostituire in fretta gli autisti non vaccinati, ancor più in un comparto aggravato dalla già esistente carenza di autisti».
Secondo Pettoni, «si stima che la percentuale di addetti inforza alle nostre aziende che non si sono vaccinati sono circa il 25/30%. Altro problema che penalizza le imprese del settore è la mancanza di autisti, non si riescono a reclutare conducenti di autoveicoli trasporto merci, in Italia, secondo le stime, mancano circa 20.000 autisti, che senza un cambio di rotta, nel breve periodo potrebbero raddoppiare». Secondo una stima del Gimbe per mettersi in regola i lavoratori che non si sono vaccinati dovranno sostenere 8 milioni di test alla settimana. E nella sola giornata di martedì sono stati 315.000 i tamponi effettuati. In questi gironi è scattata una corsa al green pass, ieri ne sono stati scaricati più di 560.000, la più parte dopo aver effettuato il tampone.
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