È stato un raduno di alamari sui generis, quello che diciotto poliziotti hanno deciso di trascorrere nei giorni scorsi tra Veroli e il punto 113 della Francigena del Sud. I partecipanti, giunti da Roma, Salerno, ma anche dalla Toscana, Lombardia, Triveneto e Sardegna, si sono ritrovati (per molti era il loro primo raduno) nell'affascinante città ernica per questo momento a 35 anni dal loro ingresso in Polizia (103° corso a Genova), ma anche e soprattutto per poter riabbracciare il coriaceo assistente capo coordinatore, in "quiescenza forzata" Enzo, per festeggiarlo tutti insieme.

Sono stati momenti intensi visitando anche le suggestive Veroli ed Isola del Liri, trascorsi velocemente tra le tante emozioni e ricordi indelebili con foto ed aneddoti dei 6 mesi di corso, nel lontano 1987, ma anche e soprattutto per testimoniare ad Enzo il loro convinto e determinato affetto e vicinanza, oggi più di ieri. Il pranzo frugale, tipico con prodotti a km zero, offerto loro da Enzo al punto 113, luogo ben conosciuto da pellegrini e ciclisti, ha rinsaldato in tutti i presenti quell'amicizia ed attaccamento alla divisa.

«È stato per me un momento particolare, vissuto intensamente – ha chiosato Enzo - Organizzare questo raduno, tra le mille difficoltà di salute e non solo, è stato anche un modo per rituffarsi anima e cuore nel mondo della Polizia, da cui tanto ho ricevuto. Aver ricamato nelle lunghe ore quotidiane di nutrizione PEG, umili gadget a loro destinati, è stato motivo di soddisfazione, ma anche di impegno e libertà mentale. La ciliegina sulla torta, la chiusura del cerchio con gli alamari a cui sono legato. Essere qui a poter raccontare questo piacevolissimo ed inaspettato abbraccio è stato un dono di Dio - concludendo – Crederci sempre». Il viaggio della vita porta sempre nuove sfide ed opportunità. Tenacia e caparbietà di Enzo per continuare a vivere la vita che ha sempre sognato.