Quarantacinque anni dalla fondazione del gruppo scout Fr3 Madonna della Neve. Per l'occasione sabato scorso è stata celebrata una messa di ringraziamento e in memoria di tutti gli scout defunti. Celebrazione presieduta dal vescovo della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, monsignore Ambrogio Spreafico. Alla celebrazione si sono uniti Padre Adelmo Scaccia, fondatore insieme al professore Enzo Patrizi, capo storico di Frosinone, e padre Rechie, assistente del gruppo.

Guerrino Ciampini, vice commissario del distretto scout di Frosinone ha portato i saluti dell'associazione F.S.E. e del presidente nazionale Francesco Di Fonzio e dei commissari generali Fabrizio Cuozzo e Aline Cantono di Ceva. I capi del gruppo, Paolo e Sara, hanno ringraziato i tanti presenti, dando appuntamento ai prossimi impegni.

Il vescovo Spreafico rivolgendosi ai ragazzi ha detto loro di essere un grande esempio ricordando una delle leggi scout, il camminare insieme. «Per questo la legge scout è bella, perché ci aiuta a vivere insieme anche se siamo diversi, ma ognuno deve camminare con il passo dell'altro, nessuno deve stare indietro, insieme si costruisce il mondo e si vive bene». Monsignore Spreafico ha ringraziato tutto il gruppo e i loro capi per l'impegno profuso e ha rivolto un grande applauso a padre Adelmo.

Prima della conclusione dell'evento il ringraziamento di Roberto De Nardo. «È bello ritrovarsi insieme dopo 45 anni da quella piccola squadriglia volpi, messa su da Enzo Patrizi, padre Adelmo e Marco Antonio Gallon. È passato del tempo, ma il gruppo Fr3, è cresciuto, fino ad arrivare ai nostri giorni, quasi 280 censiti. Che bella avventura, vissuta tutti insieme. Permettetemi un po' di ringraziamenti a chi ha iniziato, a chi sta continuando e a chi lo farà in futuro. Grazie alle famiglie da sempre al nostro fianco. Grazie alla comunità degli Agostiniani Scalzi, a tutti i censiti. Grazie a tutta la parrocchia Madonna della Neve, alla città di Frosinone che ci ha sempre sostenuto. Grazie ai Capi per il servizio senza mai stancarsi e senza i quali, il grande gioco dello scautismo non sarebbe stato mai possibile. Infine il grazie al nostro pastore Ambrogio, un vero amico che ci ha sempre voluto bene e noi tutti facciamo altrettanto con lui, specialmente adesso che è stato chiamato a guidare due diocesi. Le assicuriamo le nostre preghiere e sostegno».