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Sabato 10 Dicembre 2016

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Sara Ciuffetta: in viaggio per scoprire l'arte

Sara Ciuffetta. Artista, è nata a Sora nel 1985. Ha studiato all’Accademia di Frosinone

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Sara Ciuffetta: in viaggio per scoprire l'arte

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Ha girato l’Europa per sperimentare e approfondire le sue conoscenze. Sara Ciuffetta, originaria di Campoli Appennino, è un’artista poliedrica. In questi giorni sta presentando le sue opere a Vercelli.

Qual è il tuo rapporto con l’arte?
«Pensare ai miei lavori, a quello che mi domando attraverso la ricerca e che poi propongo agli altri, ormai succede senza che io me ne accorga. Non mi ricordo il giorno in cui ho deciso di occuparmi di questo, perché in realtà credo di averlo sempre fatto».

La produzione delle tue opere è un lavoro o una passione?
«Non è né lavoro né passione, oppure entrambe le cose. Assocerei il mio occuparmi di arte più che altro a parole come “ricerca”, “studio”, o “esigenza di comunicazione e relazione”. Sicuramente diventa lavoro nel momento in cui lo si fa a tempo pieno».

Qual è stato il tuo percorso formativo?
«Mi sento abbastanza fortunata, ho una famiglia che mi ha sempre sostenuta, assecondando la mia scelta di frequentare l’Istituto statale d’arte di Sora. Poi sono approdata all’Accademia di belle arti di Frosinone, dove ho incontrato, tra gli altri insegnanti, le professoresse Ilaria Mariotti e Maria Claudia Farina che mi ha “iniziata” alla scultura in pietra e con cui ho avuto esperienze di lavoro fuori dall’Italia».

Quali sono state le tappe più importanti del tuo percorso?
«Una di queste è stata la mia tesi di laurea, iniziata nel 2010 e finita l’anno dopo. Ho creato una scultura per la città di Frosinone grazie alla partecipazione della comunità, che ha donato circa 200 oggetti di uso quotidiano. Questi oggetti sono stati assemblati su una struttura di ferro per costruire un grande obelisco alto circa 5 metri che poi ho donato al capoluogo. “Monumento ai vivi” rappresenta la storia e la collaborazione di una comunità che si è mobilizzata in un percorso artistico che usciva dallo spazio chiuso e diventava pubblico. Verso la fine degli studi, invece, ho avuto alcune esperienze all’estero, una in Germania e una in Norvegia, grazie, appunto, alla professoressa Farina».

Quali esperienze ti hanno formato maggiormente?
«Lo studio, il rapporto con le persone e gli insegnanti di cui ho parlato, vedere paesi nuovi e viverci da sola e, sicuramente, cercare di capire quello che nel mondo dell’arte succede in questi ultimi anni».

Ci sono delle personalità della Ciociaria che per te sono state di riferimento?
«Sì, ho potuto contare molto sull’associazione zerotremilacento di Frosinone che ha sempre apprezzato il mio lavoro. Poi Chiara Aronne, Irene Carlevale, Marianna Zenga, Marta Aucone. Il direttore d e l l’Accademia Luigi Fiorletta, che è sempre molto disponibile. Infine, il sindaco di Campoli Appennino, Pietro Mazzone, che cerca sempre di sostenermi e il presidente del Rotary club, l’avvocato Tersigni, che si sta occupando tuttora di “Monumento ai vivi”».

Credi che l’arte e la cultura vengano valorizzate sul territorio?
«Credo di no. Non capisco se il problema di fondo sia perché i nostri politici non capiscono molto di arte, oppure perché sono completamente disinteressati. La villa comunale ancora non può essere considerato uno spazio di cultura a mio avviso e spero che le cose cambieranno. Per questo mi piace parlarne, non per fare una critica gratuita».

Di cosa ti stai occupando in questo periodo?
«Ora mi sto occupando di un progetto che ho creato a Berlino, si tratta di una serie di disegni illustrati che raccontano la mia storia lì, in chiave un po’ ironica. L’idea è di farlo diventare un libro pubblicato e per questo motivo sto attivando un crowd funding».

Hai in programma esposizioni da queste parti?
«Sì, la mia idea è portare il progetto “Pulizie di primavera”, che è la mia prima mostra personale, nella provincia di Frosinone. Mi hanno già dato disponibilità alla “Saletta centro delle arti”. Ammetto che non mi dispiacerebbe, però, anche lavorare in uno spazio come quello della villa comunale di Frosinone per provare a dare un contributo diverso».

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