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Invalido e disoccupato: il sindaco replica all’appello di Sementilli

Il sindaco Giovanni Vincenzi

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Invalido e disoccupato: il sindaco replica all’appello di Sementilli

Strangolagalli

«Non abbiamo dimenticato il nostro concittadino Pasquale Sementilli, né sottovalutato il suo disagio, gli abbiamo offerto anche un alloggio popolare, ma ha rifiutato per la presenza di scale (altri non ne avevamo), gli abbiamo proposto di collaborare con il Comune con i voucher e non ha voluto e gli abbiamo pagato anche farmaci. Le nostre possibilità purtroppo sono limitate, gli abbiamo messo a disposizione quanto potevamo».

Interviene sul caso di Pasquale Sementilli il sindaco Giovanni Vincenzi che replica alle lamentele del concittadino disagiato, per fare chiarezza e smentire velate accuse. «In riferimento al caso di Pasquale Sementilli di Strangolagalli, in qualità di sindaco del Comune, - precisa Vincenzi - essendo stato coinvolto per alcune presunte omissioni circa la mancata assistenza richiesta ai servizi sociali del Comune, mi permetto di smentire alcuni punti e di rassicurare tutti coloro che non sanno esattamente come stanno le cose.

Premetto che a questa persona ho voluto bene, ho sempre cercato di rincuorarlo per quelle che sono state le sue sfortune della vita e la condizione di disagio abitativo in cui si trova, certamente non voluta da nessuno. Non so quale aiuto possa dargli un'istituzione oltre quello che gli è stato offerto - precisa il sindaco - Il Sementilli lamenta il fatto di essere disoccupato ed invalido; purtroppo ce ne sono tanti altri in questa condizione. Lamenta di abitare in una “casa” dove a causa di infiltrazioni di acque è costretto a vivere in un ambiente malsano e nocivo alla sua salute, non glielo ha imposto nessuno di abitare lì.

A seguito di una richiesta del Sementilli in data 29/02/2016 per inconvenienti igienici abitativi, ho mandato i vigili urbani per accertamenti risultando veritiero tutto quanto lamentato. In data 9 marzo 2016 nella risposta al sig. Sementilli Pasquale ho evidenziato che per quanto riguarda la residenza in quell’immobile, l’ha fortemente voluta lui, ben sapendo che quella era in origine una stalla e non aveva i requisiti per l’idoneità abitativa. Gli ho offerto la possibilità di occupare temporaneamente un alloggio delle case popolari, resosi da qualche tempo libero, fino a quando non venisse riassegnato, ha rifiutato dicendo che ci sono troppe scale.

Gli ho offerto di prestare qualche giornata lavorativa per conto del Comune con pagamenti a mezzo voucher, ma ha rifiutato diverse volte. Gli abbiamo dato più di qualche volta un sostegno economico e diverse volte gli abbiamo pagato costosi medicinali alla farmacia. Non so se potevamo fare di più, osserva - purtroppo le nostre risorse non ci permettono di andare oltre, ma la cosa certa è che non ci siamo scordati di lui o che abbiamo sottovalutato il problema».

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