Una città divisa tra chi lo ama e chi lo odia, nel bene o nel male ha sempre fatto parlare di sé e, se per tanti quella di ieri è stata la classica domenica estiva in cui lamentarsi del meteo avverso, per molti altri è trascorsa all’insegna della delusione e della nostalgia: il Rally di Ceccano, gara motoristica inserita nella zona sud della Coppa Italia, si ferma per il momento alla trentesima edizione, quella dell’anno scorso, e in mancanza di un comunicato ufficiale degli organizzatori del Random Team, l’unica certezza è il suo rinvio dal 24 luglio a data da destinarsi, come si evince dal programma dell’Aci Sport.

La disperazione nel mondo rallistico ceccanese è iniziata più di un mese fa in assenza della consueta conferenza stampa di presentazione e la pubblicazione dei moduli di iscrizione alla gara che l’anno scorso ha visto cinquantotto equipaggi ai nastri di partenza. Un fulmine a ciel sereno per i tanti partecipanti e appassionati nonché per le attività commerciali che da trent’anni a questa parte hanno dato e ricevuto molto, anche in termini economici, dalla manifestazione sportiva che si è sviluppata tra le prove speciali della città fabraterna, di Castro dei Volsci e di Patrica, fino a far accendere su di sé le luci della ribalta nazionale.

Non sono mancate le critiche e le polemiche, puntuali a ogni edizione, sulle condizioni di sicurezza della gara anche per via dei numerosi incidenti e per la pagina più triste che nessuno avrebbe mai voluto scrivere: la morte di Massimo Montoni, il ragazzo ventiduenne di Frosinone investito da una vettura nel 2005 e i cui genitori si costituirono parte civile nel processo a carico di tre responsabili della sicurezza.

Non è ancora dato sapere se il rally sia stato semplicemente rinviato o se questo sia soltanto il preludio alla cancellazione definitiva della storica gara, come sostengono tante voci di corridoio. Nel caso, non tutti lo rimpiangeranno.