Era inevitabile, considerata l'importanza della posta in palio, che il Frosinone e il Crotone entrassero in rotta di collisione. Lo scontro, anzi, arriva con qualche giorno di ritardo anche perchè la posizione del presidente Maurizio Stirpe sulle principali tematiche, determinate da Covid-19, è stata fin dall'inizio sempre la stessa. Sia sulla necessità di fermare il campionato, sia sulla ripresa, sia, infine, sulla situazione economica preoccupante in cui si sarebbero venute a trovare tutte le società di calcio e, in particolare, quelle della B.

Le riassumiamo in breve. La lettera al presidente Balata di bloccare il campionato data 9 marzo scorso, quando molti ancora insistevano di andare avanti. Di qualche giorno dopo è la dichiarazione con la quale il patron del Frosinone precisa che «se i play off non saranno disputati e il Frosinone da terza non salirà in A, ritiro la squadra». Nel senso che avrebbe atteso il responso dei giudici prima di tornare a giocare. Sulla ripresa stessa del campionato il pensiero di Stirpe non si è spostato di una virgola: «il campionato dovrà riprendere soltanto quando il Governo dichiarerà cessata l'emergenza Coronavirus».

Anche sugli stipendi le sue dichiarazioni in merito tornano d'attualità senza essere modificate dalle decisioni prese dall'ultima assemblea della Lega. Il presidente canarino ha sempre sostenuto che «una prestazione non eseguita per colpe non imputabili alla società, non può essere pagata. Tantomeno lo Stato può pretendere il pagamento delle tasse».

I primi due giorni della settimana in corso hanno portato la novità della presa di posizione del Crotone nei confronti delle dichiarazioni di Stirpe relative alle promozioni. Il diggì dei calabresi, Raffaele Vrenna, intervistato da Tmw ha rotto il silenzio rispondendo alle parole di Stirpe secondo le quali l'attuale posizione di classifica del Crotone, con il Frosinone a due punti, non rende la squadra di Stroppa meritevole di accompagnare il Benevento in A.

«Non accetto critiche a riguardo - ha detto Vrenna - ma se ci fossimo fermati un turno prima, quando era secondo, cosa avrebbe detto? Non siamo fermi per colpa dinessuna dellecomponentisportive enon vogliamo cavalcare certo l'onda delle polemiche adesso. Ripeto che l'auspicio è che il campionato riparta perchè sarebbe il passo successivo dopo il dramma sanitario. Ma in caso contrario non potremo fare altro che attenerci al regolamento. In questi momenti è sbagliato parlare di furbizia. Siamo stati sempre corretti, siamo secondi e per meriti, non certo per colpe. La stagione è ferma e speriamo che riparta. Ma se non fosse così il regolamento dice in A, Benevento e Crotone. Esatto?».

Fin qui Vrenna. Premesso che le critiche possono sicuramente essere non condivise ma è giusto accettarle, ci sembra che il pensiero di Stirpe sul discorso promozioni sia diverso. Il patron del Frosinone ha parlato sempre di tre promozioni nel caso in cui i play off non dovessero disputarsi e il campionato non dovesse riprendere. A questo punto, avrebbe fatto testo la classifica al momento dello stop definitivo con Benevento, Crotone, Frosinone in A. Quindi al Crotone non ha mai negato la promozione alla massima serie. È invece Vrenna a dichiarare che, per regolamento, in A andranno solo Benevento e Crotone. Ovviamente interpretandolo alla sua maniera.

Il presidente Stirpe insiste nella sua linea e anche ieri ha dichiarato a Radio Punto nuovo che «il format della B prevede sei variazioni tra promozioni e retrocessioni. In B la terza sale con i play off ma solo perchè è una prerogativa che la Lega ha voluto tenere come appannaggio. Tanto che ogni anno chiede l'autorizzazione alle società per disputarli. Insomma in A, tutti o nessuno». Ribadendo con decisione il proposito di adire le vie legali nel caso di uno strovolgimento delle regole.