Che Luca Paganini si sia guadagnato sul campo l'appellativo di bandiera del Frosinone, insieme chiaramente a diversi suoi compagni, anche attuali, è un dato oggettivo. Considerando che veste la maglia canarina da quasi un decennio (dalla stagione 2010/2011 con un piccola parentesi di sei mesi nel Fondi da gennaio a giungo 2013), si può tranquillamente affermare che quei colori li ha ormai nel cuore. In giallazzurro ha vinto tre campionati disputati sempre da protagonista e tutto ciò nonostante una maledetta sfortuna, intesa come tre operazioni al legamento crociato del ginocchio (una volta il destro e poi due volte il sinistro). Eppure da un po' di tempo a questa parte qualcuno mette addirittura in dubbio l'amore che questo ragazzo prova per quella maglia che ormai ha scolpita sulla pelle, e addirittura, sempre quel qualcuno, lo indica come una sorta di mercenario.

Questo solo perché fino ad oggi non ha trovato il nuovo accordo con la società di Viale Olimpia e il suo contratto andrà in scadenza il prossimo 30 giugno. Addirittura nel momento in cui è stato costretto a saltare per infortunio le ultime due partite, sempre il solito "qualcuno" ha messo in giro false voci sul fatto che il presidente Maurizio Stirpe e la dirigenza canarina lo avrebbero scaricato. E così su quella che è la vera situazione tra il giocatore e il Frosinone Calcio riguardo la possibilità o meno di firmare il nuovo contratto con il club ciociaro, è intervenuto l'agente di Paganini, Graziano Battistini, con il chiaro intento di fare chiarezza una volta per tutte sul momento attuale e futuro del suo assistito. 

«Da diverse parti dice ho sentito o letto che la società avrebbe lasciato intendere che il ragazzo non ha intenzione di rinnovare il contratto,almeno inquestomomento. E su questo vorrei prima dire alcune cose. Comincerei ricordando quello che Paganini ha fin qui dimostrato in maniera oggettiva con la maglia del Frosinone Calcio sulle spalle. Il ragazzo è stato protagonista di una escalation emozionante dalla C alla A. Quest'ultima poi nuovamente riconquistata dopo una retrocessione che definire dignitosa è poco. La società in quel momento doveva ancora strutturarsi al meglio per affrontare la massima serie, cosa che ha fatto subito dopo, e quindi non gli va data nessuna colpa per quel ritorno in B.

In tutto questo periodo non va poi dimenticato che Paganini si è rotto tre volte il ginocchio e giocato addirittura la finale play off di andata a Palermo pur sapendo di avere il legamento compromesso. Perché Longo gli aveva chiesto uno sforzo ulteriore e lui pur sapendo di dover andare sotto i ferri ha risposto presente restando in campo per oltre un tempo. Questo per dire che il ragazzo fino ad oggiha vissuto intensamente il Frosinone dal quale, di contro, ha ricevuto grandissima fiducia e la possibilità di diventare il calciatore che è oggi. Si è sempre rialzato dopo disavventure che avrebbero steso qualsiasi essere umano, per cui èinnegabile che stiamo parlando di un giocatore importante per il club ciociaro che, però, è rimasto al "palo" rispetto ad altri compagni a causa di infortuni che di certo non ti aiutano a livello professionale ed economico.

Ma è sempre ripartito da zero in grande silenzio, dimostrando tanta voglia di sacrificio ed abnegazione, che probabilmente gli arrivano da una famiglia che svolge una disciplina sportiva dove queste caratteristiche sono alla base della stessa. Premesso ciò arriviamo al giorno d'oggi. Il sottoscritto, di sua spontanea volontà, un po' prima del Natale ha avvisato il direttore Salvini che per il momento non era intenzionato a prendere in considerazione l'eventuale rinnovo. Una decisione mia, ma scaturita dal fatto che da parte loro il ragazzo veniva valutato in un modo ben diverso da quella che è la realtà. Così senza alcun tipo di polemica ho pensato di avvisare, come detto, Salvini che non era il momento di trattare il rinnovo.

La loro offerta era troppo lontana dalla nostra richiesta, che, voglio sottolineare, perfettamente in linea con tutto quello che abbiamo detto prima riguardo il ragazzo. Per cui ho detto al direttore che sarebbe stato meglio se in questo momento Paganini si fosse concentrato soltanto sul campo come ha sempre fatto. Non ultimo nell'ottimo girone d'andata coronato con bellissime prestazioni e quattro gol nonostante parliamo di un quinto tra difesa e centrocampo. Mai detto, quindi, che non volesse rinnovare. Facendo io gli interessi del ragazzo, chiaro che valuto la situazione a 360°. E così mi rendo anche conto, adesempio, che Paganini non è considerato dal Frosinone una priorità. Altrimenti non mi sarei visto due sole volte con Salvini e probabilmente sarebbe entrato in scena anche il presidente Stirpe.

Attenzione, questa mia non vuole in alcun modo essere una polemica verso il Frosinone, che ha il suo modo di agire e le sue strategie. Che io rispetto ma non condivido. In particolar modo la loro valutazione di Luca e quindi l'offerta inadeguata che ci è stata fatta. Se poi, però, devo sentire dire che "Paganini chiude la porta al Frosinone" allora non ci sto. Perché è un'affermazio ne non vera e soprattutto ingiusta nei confronti del mio giocatore». Ma a questo punto cosa può succedere tra il Frosinone e Paganini? «Sinceramente non so se si arriverà a un punto di incontro. Il mio ruolo mi impone di guardarmi in giro. Lui è un professionista e io devo gestirlo al meglio provando a mandare avanti la sua carriera nel migliore dei modi.
Parliamo di un valore che daparte del Frosinone andrebbe difeso e nonsperperato. Si sente dire in giro che Paganini non vuole firmare. Grandissima bugia.

Se la società ha intenzione di sedersi intorno a un tavolo e parlare di rinnovo in maniera concreta, si può fare in qualsiasi momento. L'importante è che ilr agazzo venga trattato come merita. E non voglio nemmeno stare qui a mettere in evidenza il fatto che in rosa ci sono giocatori che guadagnano molto di più di quanto è stato offerto a Paganini e, in maniera assolutamente oggettiva e onesta, hanno dato alla maglia giallazzurra molto ma molto meno di Luca. Cha sta continuando ad onorare al massimo quella maglia ed è pronto a farlo fino alla morte. E invece qui c'è gente che prova a dipingerlo come un mercenario.

Questa cosa non mi sta per niente bene e ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.
L'ultima cosa che voglio aggiungere, è che in questo momento lui è concentrato esclusivamente per provare a conseguire il terzo miracolo con questa maglia sulle spalle.
Portare in A il Frosinone resta il suo unico sogno. Una società, quella canarina, solida e che per gli sforzi di Stirpe merita di tornare nella massima serie e restarci. E Luca spera di vivere in futuro tutto questo ancora da protagonista».