Un Frosinone che si porta dietro le scorie della deludente stagione passata. Un Frosinone che scende in campo senza essere tranquillo. Un Frosinone che deve ritrovare la giusta mentalità. Sono questi, a detta del tecnico dei canarini Alessandro Nesta, i motivi principali per il quale la squadra da lui allenata nelle prime quattro giornate è riuscita a conquistare la miseria di quattro soli punti.

Qualcosa di vero in tutto ciò riteniamo che ci sia, ma allo stesso tempo siamo convinti che questo Frosinone è fin qui mancato anche sotto tanti altri aspetti. E a conferma di tutto ciò vogliamo partire da una semplice considerazione: sicuri che la delusione della passata stagione abbia in questo inizio campionato una valenza così rilevante? Perchè a nostro modesto modo di vedere, la retrocessione dello scorso campionato non ha lasciato scorie maggiori rispetto a quelle delle mancata promozione del campionato con alla guida tecnica Pasquale Marino.

Eppure, l'anno seguente quel Frosinone, che poi è stato promosso in Serie A, fu comunque capace di conquistare dieci punti (sei in più di quelli attuali) nelle prime quattro giornate. E che, tra l'altro, sarebbero stati tranquillamente dodici in occasione del 3 a 3 di Pescara non fosse stato annullata una rete regolarissima (il gol del 4-3) a Ciofani.

Per cui i problemi che fino ad oggi sta incontrando il Frosinone di Nesta, andrebbero ricercati soprattutto da altra parte. Dagli evitabili errori in difesa e un Bardi che non regala la giusta sicurezza, a un attacco composto da tutti calciatori che in passato non si sono mai dimostrati bomber di razza. E nel calcio, per vincere, ci vogliono i gol. Quelli che in queste quattro partite sono mancati più di ogni altra cosa. E non si può sperare che alla fine sia sempre il solito Paganini a tirare fuori le castagne dal fuoco.

Senza andare troppo indietro nel tempo in questo inizio campionato, analizziamo semplicemente alla partita di venerdì sera. Nonostante una prestazione sotto tono, il Frosinone ha comunque avuto delle buone occasioni per conquistare l'intera posta in palio. E probabilmente avrebbe vinto la partita se soltanto Citro non fosse stato accecato dall'egoismo e avesse servito un assist facile facile a Trotta che in modo altrettanto facile facile avrebbe potuto mettere nella porta che era rimasta vuota. Ma, come detto, bomber di razza si nasce.

Un discorso, quello legato alla sterilità offensiva, che almeno al momento non coinvolge Novakovich e Dionisi. Il primo perchè è appena arrivato in Italia e ha bisogno di tempo per ambientarsi in tutto e per tutto, mentre il secondo perchè a causa di infortuni non è riuscito a dare continuità alle sue prestazioni.

Dionisi fermo per molto tempo
E a proposito di infortuni, la sfortuna continua a perseguitare l'attaccante reatino. Contro il Venezia è stato mandato in campo da Nesta subito dopo che i lagunari sono passati in vantaggio, ma pochi minuti più tardi è stato costretto a lasciare il campo per un infortunio piuttosto grave. Per lui c'è stata, infatti, la rottura, per fortuna non completa, della settima e ottava costola. Un infortunio che lo costringerà a stare fuori per oltre un mese. Una bella tegola per Nesta, che in quel reparto avanzato che sta deludendo molto, viene a perdere l'unico attaccante che in tante stagioni ha dimostrato di essere bomber di razza.