Vittoria in rimonta all'ultimo respiro per il Frosinone, che conquista i suoi primi tre punti in campionato in una gara a dir poco rocambolesca. Più di un'ora al di sotto delle sue potenzialità per la formazione di mister Nesta, che dopo il gol di Dionisi ha alzato la testa ed è riuscita a portare il risultato a suo favore. Nella mixed zone dello stadio "Benito Stirpe", al termine dei novanta minuti, è l'autore del gol vittoria Luca Paganini a concedersi a microfoni e taccuini della stampa locale. «Il gol è stato davvero una liberazione enorme. Segnare all'ultimo respiro è stata un'emozione bellissima. Sono contento di averlo fatto davanti al nostro pubblico che come sempre è meraviglioso in casa, riesce a darci sempre qualcosina in più. Grazie a loro, grazie a noi stessi, siamo riusciti a vincere. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte per continuare su questa strada, bisogn agiocare con questa attenzione, con questa grinta e sappiamo che se le abbiniamo alle nostre qualità possiamo fare grandi cose».

Un'emozione speciale per il numero sette giallazzurro, che ha segnato una rete fondamentale per dare serenità all'intero gruppo e per iniziare a conquistare i primi punti in classifica. «Quando ho visto lo splendido pallone calciato dalla sinistra da Beghetto, ho pensato che sarebbe stata un'o ccasione importante e che avrei dovuto buttarla dentro. Ho cercato di prendere il tempo nel migliore dei modi ed è andata bene. La palla è entrata ed è stata davvero una liberazione». Lo stesso undici della settimana scorsa ad Udine, che ha preso un sonoro tre a zero dal Pordenone, ha dato un'importante dimostrazione di forza contro i marchigiani.

«Nel giro di sei giorni possono cambiare tante cose, a partire dalla mentalità e dalla fiducia nei propri mezzi. Bisogna capire che siamo una squadra forte, ma dobbiamo capire che non basta essere solo forti in Serie B. Bisogna metterci anche quel qualcosina in più che è la cattiveria agonistica. E con questo non intendo dire che si devono dare randellate a destra e sinistra, ma che bisogna andare decisi su ogni contrasto e giocare su ogni palla fino all'ultimo secondo. Giocare dalla serie A alla serie B cambia molto. Nella massima serie sei la squadra che deve difendersi e che cerca il risultato, mentre in cadetteria è più difficile perché sei la squadra da battere e le avversarie ti aspettano e ti studiano tanto.Per loro venire a giocare qua equivale alla partita della vita, si vogliono mettere in mostra tutti quanti. Cambia tanto, bisogna subito entrare nell'ottica e capire queste dinamiche per fare bene, ma penso che siamo sulla strada giusta».