Anche se è soprattutto il futuro a interessare in questo momento il Frosinone Calcio, allo stesso tempo è fuori di dubbio che in questo momento i canarini hanno tutte le intenzioni di onorare nel migliore dei modi le prossime due partite che mancano al termine di una stagione da dimenticare. Prima della chiusura che avverrà domenica 26 maggio al "Benito Stirpe" contro il Chievo Verona, domenica i giallazzurri dovranno provare a esorcizzare il Diavolo nella gara in programma al "Meazza" con inizio alle ore 18.

Dal campo
Ieri la squadra ha proseguito la preparazione alla partita contro il Milan svolgendo una seduta di allenamento al mattino.
Tutti presenti ad eccezione dei soliti Gori e Salamon che hanno lavorato con i fisioterapisti. Non era presente nemmeno Andrea Pinamonti, che ha risposto alla convocazione della Nazionale italiana Under 20 per i mondiali di Polonia e per il quale l'avventura in maglia canarina si è chiusa domenica scorsa contro l'Udinese. A parte, invece, hanno lavorato Chibsah e Paganini. Difficile al momento ipotizzare se potranno farcela adessere disponibili per la partita contro l'undici di Gattuso.

Chiusa la querelle Palermo
Intanto ha finalmente avuto fine la lunga telenovela con il Palermo, legata alla finale di ritorno play off vinta con pieno merito dai canarini nei confronti dei siciliani nell'ormai lontano giugno 2018. In merito all'incredibile vicenda che, come tutti avevano intuito da tempo, si è chiusa del tutto a favore del Frosinone, ha parlato l'avvocato che in questo anno ha difeso il club del presidente Maurizio Stirpe: Mattia Grassani. «A questo punto ha detto spero che la querelle di Frosinone-Palermo sia definitivamente conclusa. Perché dopo ben sei gradi di giudizio sarebbe davvero l'ora. In tutti questi gradi non ha ottenuto ciò che voleva, vale a dire la Serie A al posto del Frosinone.

Tra l'altro il club siciliano ad oggi non ha provveduto a versare al Frosinone Calcio la cifra di 3.000 euro più Iva liquidati dal Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni all'esito del primo ricorso,del 10 agosto 2018. Detto ciò, ritengo che questa vicenda Frosinone-Palermo abbia battuto il record medio di durata e coinvolgimento di giudici per l'omologazione per una partita di calcio. Se ne sono occupati ben ventidue giudici diversi. Alla resa dei conti la sentenza dice che il Frosinone ha vinto meritatamente sul campo, che la gara è stata regolare, che il risultato del campo è quello che deve essere privilegiato. Chi dovesse continuare a sostenere che la partita sia stata alterata, dopo la pubblicazione delle motivazioni, si porrebbe in contrasto con l'evidenza più solare. Aggiungo, comunque, che il Palermo potrebbe anche ricorrere per la terza volta al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, ma ritengo che in questo momento i rosanero hanno problemi ben più importanti da risolveree i margini di accoglimento di un eventuale ricorso sembrano davvero modesti».

Non può mancare da parte dell'avvocato Grassani un plauso al presidente Maurizio Stirpe. «Il Frosinone e Frosinone devono ringraziare il patron. Ha seguito la controversia in prima persona lungo tutti questo intenso periodo. Non ha mai smesso di credere nella giustizia e nella legalità, forte della verità dei fatti e della correttezza e pulizia della sua società sportiva».