Il Frosinone lascia la Serie A in maniera matematica con tre turni d'anticipo. Una retrocessione che non è certo arrivata in questo ultimo periodo della stagione, ma della quale, purtroppo, si aveva avuto il sentore già da molto tempo. In tutta sincerità già alla fine della campagna acquisti estiva, che aveva lasciato molti dubbi sulla sua validità. Troppi gli acquisti, molti dei quali casuali, che non davano la minima garanzia di poter creare un gruppo capace di poter lottare per la permanenza nella massima serie. Un errore del quale la stessa società si è accorta abbastanza presto, tanto che una buona parte di queste new entry sono state mandate via già nel mercato invernale.

Giocatori come Vloet, Ardaiz, Perica, Crisetig, Hallfredsson, Campbell, che non hanno lasciato il minimo segno nei sei mesi trascorsi a Frosinone. A quel punto il danno, però era fatto. Certo, si poteva rimediare con new entry di assoluta certezza nel mercato di gennaio come ha fatto ad esempio il Bologna (Sansone e Soriano solo per fare due nomi), ma la diversità del blasone tra una piazza e un'altra in questi casi ha un valore a volte assoluto. E così il Frosinone si è dovuto accontentare di altre "comparse" come Simic, Viviani e Trotta. Mentre Valzania qualcosa ha lasciato intravedere. A questo punto, però, è inutile piangere sul latte versato.

Meglio pensare da subito al modo migliore per ripartire, perché se in Serie A il Frosinone non è ancora riuscito a trovare una sua dimensione, in B il club del presidente Maurizio Stirpe ha dimostrato anno dopo anno di non avere nulla da invidiare a qualsiasi altra società. In questa categoria i problemi di scelta da parte dei giocatori tra una "piazza o un'altra", non apparterranno di certo al Frosinone. Perché siamo pronti a scommettere che qualsiasi calciatore che giocherà in Serie B il prossimo anno, sognerà di farlo con la maglia giallazzurra.

Un bel vantaggio che, però, dovrà essere sfruttato da una dirigenza capace di lavorare per il bene del suo club e non per un tornaconto personale. E tutto questo lo sa bene il presidente Maurizio Stirpe, che siamo certi starà valutando nei minimi dettagli quello che dovrà essere il profilo del "suo" nuovo direttore sportivo. Colui, cioè, che sarà chiamato al compito più arduo: costruire una rosa di squadra in grado di puntare a un campionato di vertice.

Intanto si potrà ripartire da una base solida e forte
Il nuovo diesse sarà tra l'altro agevolato dal fatto che potrà ripartire da una base di ben quindici calciatori che il Frosinone ha sotto contratto almeno fino a giugno 2020. Perché se da una parte non ci sono dubbi sulla negatività della stagione che sta per concludersi, dall'altra è innegabile che qualcosa da salvare c'è. Come la voglia e la determinazione mostrare dai "soliti noti". Ad oggi, per il prossimo campionato di Serie B, il Frosinone potrebbe schierarsi con una formazione di altissimo livello per la categoria.

Bardi e Iacobucci per il ruolo di portiere, una linea di difesa che potrà contare su Brighenti, Krajnc, Capuano e Ariaudo, un centrocampo ricco di qualità e quantità con i vari Paganini, Gori, Maiello, Chibsah e Beghetto, per chiudere con quattro attaccanti che tra i cadetti garantirebbero oltre cinquanta reti: Ciofani, Ciano, Dionisi e Trotta. A guidare questa corazzata, infine, dovrebbe esserci ancora Marco Baroni.