La Dea batte anche l'Udinese in cerca di punti salvezza, conquista la quarta posizione della classifica scalzando la Roma dalla zona Champions e tiene in vita il Frosinone di Marco Baroni. La vittoria dell'Atalanta, concretizzatasi nella fase finale della partita di ieri pomeriggio allo stadio "Atleti Azzurri d'Italia", non è che migliori la classifica dei canarini, sempre più vicini alla zona retrocessione che a quella della salvezza ma tiene ancora lontano, almeno per un'altra settimana, il verdetto matematico.

Insomma il Frosinone non è ancora retrocesso e può cominciare a preparare l'incontro di domenica pomeriggio contro i neroverdi di De Zerbi che, in caso di vittoria, spingerebbero per laseconda volta la squadra ciociara nella cadetteria. Tornado a questo punto alla gara di domenica contro il Napoli, al di là dell'indubbiamaggiore qualità dell'avversario, resta il fatto che ancora una volta la squadra canarina ha messo in mostra le solite lacune che, purtroppo, lo hanno accompagnato fin dainizio stagione.

E ci riferiamo in generale alla mancanza di cinismo sotto porta e soprattutto a quei soliti errori, individuali o di reparto, che in Serie A non ti perdonano. Figuriamoci una squadra come il Napoli. Mentre sotto il profilo individuale, per l'ennesima volta ci si è resi conto che alcuni giocatori, pur impegnandosi al massimo, non hanno i mezziper giocarein uncampionato dimassima serie,seppur trale fila di una squadra che ha come obiettivo la salvezza. Dal punto di vista dell'impegno, però, non c'è molto da rimproverare all'undici di Marco Baroni.

In fondo i suoi ragazzi hanno provato a tener testa all'avversario nel migliore modo possibile. Da oggi, testa alla trasferta di domenica prossima a Reggio Emilia con il Sassuolo che i canarini potranno affrontare con la mente più libera. Questo non vuole significare che dovranno affrontarla soltanto per onore di firma, ma giocando dal primo all'ultimo minuto come se si trattasse di una finale play off. Per Marco Baroni sarà un'altra settimana di lavoro a 360 gradi. Per presentare la squadra nelle migliori condizioni non solo atletiche ma anche mentali.

E il difficile per un tecnico è proprio cercare di tenere accesa nei giocatori, che settimanalmente prepara alle sfide domenicali, la lampadina della concentrazione e dell'impegno quando è venuta meno la certezza di poter conquistare il traguardo prefissato. Che per il Frosinone di Moreno Longo, prima, e di Marco Baroni, poi, è stato sempre rappresentato dalla speranza di evitare per la seconda la volta la retrocessione in serie B. E che è stato, in conseguenze delle sconfitte più numerose delle vittorie e dei pareggi messi insieme, fissato oltre la soglia dei trenta punti.

Dove sarà sempre retrocessione ma dopo aver salvato almeno l'onore di squadra che ha cercato in tutti i modi di restare aggrappata alla speranza di una salvezza che si è andata man mano allontanando sempre più. Dunque l'impegno del tecnico, oltre quello di preparare al meglio la prossima trasferta, sarà duplice: tenere accese le teste dei canarini e cercare di fare propri i messaggi che sono giunti dal presidente e dai tifosi che hanno chiesto di andare sempre in campo con la massima determinazione e conquistare più punti possibili.

Quella "quota trenta punti" da superare è stata posta dal presidente Stirpe perchè significherebbe che il Frosinone ha fatto parlare di sé, retrocessione a parte, in termini positivi. Ovviamente per l'impegno e la determinazione di non mollare fino alla fine.