Pericolo inesistente di stop prolungato per Francesco Cassata dopo gli esami strumentali cui è stato sottoposto martedì sera. L'ecografia ha dato esito negativo nel senso che non ha rilevato alcuna lesione dei muscoli della coscia destra. Nonostante ciò nella seduta di ieri l'ex Sassuolo ha svolto un lavoro differenziato e lo stesso potrebbe succedere nei prossimi giorni. Fin quando non si avrà la certezza del completo recupero. Per il resto, la squadra ha effettuato esercitazioni tecnico tattiche concluse con una partitella su campo ridotto. Con la sola eccezione di Federico Viviani e Bartosz Salamon, che hanno continuato ad effettuare le terapie del caso.

Niente cross, ci sarà Pavoletti
Dunque resta il dubbio che Cassata possa essere tra i disponibili per la gara contro un avversario che in casa ha costruito il pacchetto di punti necessari per tenere lontano la zona retrocessione. Nonostante l'assenza dei difensori Pisacane e Pellegrini nonchè del nazionale Barella, il Cagliari è avversario che incute rispetto. Soprattutto perchè può contare su un terminale offensivo che risponde al nome di Pavoletti che, nel gioco aereo, non ha avversari. La sua straordinaria elevazione gli ha permesso di essere, a partire dall' inizio della stagione 2015, primo nella classifica degli attaccanti dei cinque principali campionati europei grazie ai venti gol realizzati di testa.

Per questo possiamo pensare che Marco Baroni stia preparando la partita proprio tenendo presente le qualità del bomber che i difensori giallazzurri si troveranno di fronte. Certo la mancanza di Salamon al riguardo può rappresentare un handicap, ma è altrettanto certo che in difesa il Frosinone tenterà di limitare le conseguenze negative degli stacchi di testa dell'ex Genoa. Se contro la Sampdoria, nella partita vinta dai canarini allo stadio "Ferraris" Baroni aveva preso il rischio dei cross dalle fasce per evitare le penetrazioni per vie centrali dei doriani, contro il Cagliari il problema sarà inverso. Cioè guai a lasciare spazio agli avversari sulle fasce perchè dai cross sicuramente verranno i pericoli maggiori per la porta difesa da Sportiello.

Il 3-5-2 modulo vincente fuori
Tre delle quattro vittorie conquistare lontano dal "Benito Stirpe" sono state possibili schierando la squadra con tre difensori, cinque centrocampisti e due soli attaccanti. Cioè senza il trequartista. Soltanto a Ferrara, Moreno Longo schierò in avanti una specie di tridente formato da Ciano, Ciofani e Campbell. Per il resto Baroni ha mandato in campo inizialmente sempre due punte: a Bologna toccò a Piamonti e Ciano, poi sostituiti da Trotta e Daniel Ciofani; a Genova con la Sampdoria giocarono Ciano e Daniel Ciofani con il primo che venne sostituito da Trotta; a Firenze, infine, in campo Trotta e Pinamonti con Daniel Ciofani che subentrò all'ex Sassuolo per firmare anche il gol della vittoria.

Questo per dire che, al di là dei numeri di attaccanti che un tecnico decide di schierare, non sono i moduli che fanno vincere le partite. Bensì l'atteggiamento deciso e battagliero con il quale una squadra attacca l'avversario. Almeno per quanto riguarda le formazioni vittoriose in trasferta di Marco Baroni. Ma ogni regola ha la sua eccezione e allora può anche darsi che, contro la formazione di Rolando Maran, il tecnico dei canarini schieri Ciano dietro le due punte che potrebbero essere Ciofani e Pinamonti.