Finalmente. Al quindicesimo tentativo, quattordici per la verità se si considera che la prima gara interna è stata giocata sul neutro dell'Olimpico di Torino, il Frosinone è riuscito a cogliere la prima vittoria nella massima serie sul terrenodi gioco amico del "Benito Stirpe". Un successo sofferto, se si considera che è arrivato al minuto 103, ma meritato ben oltre il 3 a 2 finale. Meritato perché i giallazzurri hanno dato vita auna prestazione solida e concreta. Dall'inizio fino alla fine. Il tutto grazie anche alla novità di modulo messa in campo dal tecnico Marco Baroni contro i ducali. Invece del suo consueto 3-5-2, per l'occasione l'allenatore del Frosinone si è affidato a un più offensivo 3-4-1-2 schierando in contemporanea i due attaccanti, in questo caso Trotta e Pinamonti, con Ciano alle loro spalle pronto a giocare nel migliore dei modi la doppia fase. Largo sulla sinistra in fase di possesso avversario per aiutare così i suoi compagni a coprire meglio il campo, e libero di muoversi a suo piacimento con palla al Frosinone, alla ricerca di spazio e giocate. Soluzione che ha dato i frutti sperati

Ma perchè lo stesso modulo non si è visto contro la Spal?
Una situazione tattica che ha creato più di un problema al Parma, che per mantenere stretto il quartetto di difesa concedeva spazi sulle fasce e soprattutto a sinistra i canarini nel primo tempo hanno fatto molto male con il tandem Beghetto-Valzania (entrambe le marcature dei giallazzurre sono arrivate con azione costruita da quella parte). E allora, anche se con il senno di poi non si va da nessuna parte, perché anche tre giorni prima contro la Spal non si è pensato di interpretare la partita dal punto di vista tattico allo stesso modo? Una domanda che abbiamo rivolto a fine gara a mister Baroni, che per l'ennesima volta ha parlato di un Ciano stanco nella partita di Empoli e che quindi bisognoso di rifiatare contro gli estensi. E per l'ennesima volta la sua riposta non ci ha convinto visto, tra l'altro, che tra la partita del "Castellani" e quella successiva c'era stata anche la sosta. Chissà, forse giocando in maniera più offensiva e soprattutto con gli uomini giusti al posto giusto (vedi Paganini nel suo ruolo naturale di esterno), contro la Spal si sarebbe anche potuto vincere e oggi stare qui a fare discorsi salvezza ben diversi.

A questo punto meglio pensare solo alla Fiorentina
Ma meglio guardare la realtà e quindi pensare che comunque con otto giornate ancora da giocare e quindi ventiquattro punti a disposizione, qualche residua speranza di salvezza si può comunque continuare a coltivare. Soprattutto adesso che il Frosinone si è sbloccato nelle partite dello "Stirpe" dove deve affrontare ancora l'Inter, il Napoli, l'Udinese e il Chievo.
Due scontri diretti per la salvezza e altrettanti con squadre che hanno poco e nulla da dire in questo campionato visto che la loro classifica non può mutare più di tanto rispetto all'attuale. E, non ultimo, se il Napoli perde ad Empoli perchè anche il Frosinone non deve pensare di poterlo battere. Ma intanto siamo all'antivigilia di una trasferta molto importante: quella di domenica alle 12,30 sul campo della Fiorentina. Una formazione sicuramente di maggior qualità rispetto ai canarini, ma che staziona in una posizione della graduatoria generale dove difficilmente potrà arrivare a conquistare un posto in Europa.
Come dire che ad avere stimoli veri, è quasi esclusivamente il Frosinone. E se dopodomani sarà capace di metterli tutti in campo, chissà cosa potrà accadere.