Ha un sapore ancora più amaro del solito, la sconfitta subita domenica pomeriggio dal Frosinone nella gara del "Benito Stirpe" contro la Spal. Perchè un ko che arriva a dieci giornate dalla fine del campionato in uno scontro diretto per rimanere in Serie A e vede la quota salvezza allontarsi a dieci lunghezze con soli ventisette punti ancora a disposizione, può soltanto fare pensare che ormai il ritorno matematico in Serie B è solo questione di tempo. Un rammarico che aumenta a dismisura se andiamo a rivedere quella che è stata la formazione con cui inizialmente il tecnico Marco Baroni ha deciso di affrontare l'undici di Leonardo Semplici.

Perchè davvero non riusciamo a spiegarci da dove sia derivata la scelta di cambiare ben sette undicesimi rispetto al turno precedente e, soprattutto, mandare in campo diversi giocatori reduci da infortunio e che sicuramente non avrebbero potuto garantire i novanta minuti in quella che poteva essere definita la partita più importante dell'intera stagione. Non ultimo in considerazione del fatto che fino ad oggi il tecnico dei giallazzurri ha sempre cercato di dare continuità alle varie formazioni schierate in campo di gara in gara, cambiandoal massimodueo treelementi rispetto alla partita precedente.

Ciano in panchina in una sfida da vincere a tutti i costi
Obbligata la scelta di Brighenti al posto dello squalificato Goldaniga, e poi tra l'altro l'ex Vicenza ha fatto in pieno la sua parte, ma perché snaturare Paganini che fa della corsa lasua qualitàpiù importante e partendo da dietro ha più campo per fare male all'avversario e, soprattutto come rinunciare in una partita da vincere a tutti i costi a quello che è il capocannoniere della squadra: Camillo Ciano? Una domanda che abbiamo posto all'allenatore al termine della partita e la cui riposta è stata: «ha tirato la carretta per molte gare». Può starci.

Ma il Frosinone è arrivato alla partita contro la Spal dopo ben quindici giorni dall'ultimo impegno e tutto al più Ciano sarebbe potuto partire dalla panchina tre giorni più tardi contro il Parma. Perchè se c'era una partita da vincere era quella contro la Spal e quasi certamente l'eventuale successo avrebbe certamente permesso al Frosinone di fare un solo boccone anche dei ducali. La Juventus, tanto per fare un esempio e con le dovute proporzioni, mai lascerebbe in panchina Ronaldo in quella che è la partita decisiva della sua stagione.

Adesso bisogna almeno salvare la faccia
Essere l'unica squadra di Serie A di tutti i campionati europei a non aver ancora vinto una partita tra le mura amiche, è un onta che va immediatamente cancellata. Alla fine di questa stagione si potrà anche tornare in Serie B in maniera dimessa, ma non con questo dato negativo che resterebbe scolpito per sempre negli annali del calcio. E allora perchè non cominciarlo a fare già dalla gara di domani sera quando al "Benito Stirpe" arriverà il Parma.

Un avversario alla portata, non ultimo alla luce delle numerose assenze con le quali dovrà fare i conti mister D'Aversa, ma che il Frosinone dovrà affrontare con piglio, voglia e determinazione ben diverse da quelle messe in campo contro la Spal.
Certo, non sarà facile rivvolgere il anstro e ripartire dopo soli tre giorni dalla sconfitta contro gli estensi, ma la rosa canarina è comunque composta da più di un calciatore che ha orgoglio e dignità da vendere. E speriamo che domani sera Baroni li mandi tutti i campo.