Il Frosinone torna dalla trasferta del "Luigi Ferraris" contro il Genoa con un punto più che meritato, ma soprattuttocon la consapevolezza di essere una squadra in crescita che da qui alla fine del campionato potrà giocarsi a pieno titolo le sue chances salvezza. Al cospetto di una formazione quadrata e cinica come quella guidata da mister Prandelli, i canarini si sono dimostrati pienamente all'altezza della situazione e, con molte probabilità, se Cassata non avesse commesso quell'enorme sciocchezza che al 34' del primo tempo ha costretto i suoi compagni a giocare con l'uomo in meno, oggi saremmo qui a commentare un successo da parte di Ciofani e compagni.

Qualcuno potrebbe obiettare che con i se e i ma non si va da nessuna parte, ma fino all'espulsione del centrocampista ex Sassuolo, era stato proprio il campo a dire che il Frosinone da un momento all'altro sarebbe potuto passare in vantaggio. Basti ricordare l'errore di Pinamonti a due passi dal secondo palo, che su un cross perfetto di Molinaro ha ciccato la conclusione a botta quasi sicura,oquello ancora più pesante dello stesso attaccante, quando al 33' si è ritrovato tutto solo davanti a Radu, ma ha calciato al lato.

Il distratto collaboratore di un mediocre Mariani aveva alzato la bandierina, ma se quel pallone fosse andato dentro il var avrebbe dimostrato che il gol era del tutto regolare così come si è visto poi dal replay. Insomma, fino a quando si è rimasti in parità numerica, i giallazzurri si erano resi pericolosi in più di un'occasione e Sportiello non aveva dovuto compiere interventi.

Salamon e Molinaro in crescita
E questo grazie soprattutto a una difesa comandata alla perfezione da Salamone un Molinaro che sembra finalmente tornato quel giocatore che in estate l'allora tecnico Moreno Longo aveva espressamente richiesto. Ma senza dimenticare che anche Goldaniga e soprattutto Capuano, hanno fatto in pieno il loro dovere.

Paganini arma salvezza
Ma la nota che per certi versi può essere considerata la più positiva in casa Frosinone nella trasferta del "Ferraris", è certamente quella riguardante Paganini. Una delle poche bandiere rimaste in questo Frosinone, era all'esordio stagionale dal primo minuto dopo otto mesi dal terzo intervento al legamento crociato (il secondo al sinistro dopo una prima volta al destro) ed è risultato tra i migliori in campo giocando una partita tutta corsa, grinta e cuore, come ha sempre fatto con quella maglia giallazzurra sulle spalle.

Ha cominciato da esterno della corsia di destra per poi essere spostato da Baroni sul centro sinistra dopo un quarto d'ora della ripresa con il Genoa che su quella corsia stava facendo la differenza. Si è sacrificato in fase di non possesso, ma non solo. Perché allo stesso tempo è diventato anche l'attaccante più pericoloso. In altre parole, grazie alla sua vivacità il Frosinone nell'ultima mezz'ora non ha sentito più ditanto l'inferiorità numerica. Inutile quindi sottolineare che dopo una prova del genere, Paganini può tranquillamente essere indicato come l'arma salvezza in più di questo Frosinone.