Dalle stelle alla polvere: la storia di Maurizio Zamparini, ex patron del Palermo, sfocia nel declino più nero. In quasi diciassette anni di presidenza rosanero tanti campioni, la serie A, la Coppa Uefa, poi il calo di popolarità degli ultimi anni, la bagarre con il Frosinone Calcio, l'istanza di fallimento e le inchieste della magistratura. Adesso i domiciliari. Lo ha deciso la Corte di Cassazione respingendo il ricorso dei legali verso il provvedimento disposto dai giudici di Palermo. Ora il provvedimento cautelare è eseguibile. Il gip aveva inizialmente respinto la richiesta di arresti, ritenendo non sussistessero le esigenze cautelari dopo aver lasciato le cariche nel Palermo Calcio. Il provvedimento è stato poi ribaltato dal Riesame. La decisione è stata dunque resa nota questa mattina al termine di una Camera di Consiglio aperta nel pomeriggio di giovedì, a seguito dell'udienza e protrattasi fino a notte inoltrata. L'inchiesta che ha portato all'arresto di Maurizio Zamparini è coordinata dai pm Dario Scaletta e Francesca Dessì, dall'aggiunto Salvo De Luca e dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. L'imprenditore friulano è tra l'altro accusato di falso in bilancio e autoriciclaggio. Alla U.S. città di Palermo S.p.a., persona giuridica, è stato contestato l'illecito amministrativo derivante dal reato di autoriciclaggio che sarebbe stato commesso proprio da Zamparini.