Una conferenza con diversi punti all'ordine del giorno per patron Maurizio Stirpe ed era impossibile non parlare del Palermo e della bagarre che oramai tiene banco dal momento della promozione giallazzurra. Il Frosinone non è riuscito mai a godersi per davvero il meritato salto di categoria, offuscato subito dalla vicenda giudiziaria e dai commenti al vetriolo che imperversano sull'etere. Stirpe, però, intende far chiarezza sull'argomento: "Sul 'Caso Frosinone-Palermo' mi sento dire che sono stati compiuti errori clamorosi dai giudici del Coni, ma noi abbiamo già predisposto il ricorso al Tar e qualora non dovessimo avere fortuna, cosa che però escludo, ci rivolgeremo al Consiglio di Stato. C'è stata una sentenza del Giudice Sportivo, aggravata dalla Corte Sportiva d'Appello, una sentenza molto punitiva nei nostri confronti. Abbiamo rispetto massimo dell'organo giudicante e adesso ci ritroviamo a dipendere dalla Corte D'appello a cui non abbiamo fatto altro che ribadire le nostre considerazioni. I danni già sono stati fatti e il calvario c'è stato. Chi ha lavorato per colpire la società in questi 4 mesi lo ha fatto scientificamente e ha avuto i suoi risultati. L'ambiente, in generale, ha soffocato l'entusiasmo della promozione. Qualunque cosa verrà fuori noi la tollereremo con il rispetto delle istituzioni, ma la nostra lotta non termina qui".

Nonostante i risultati ottenuti fino ad ora, nonostante i dubbi che hanno per giorni fatto pensare ad una panchina traballante, Longo resta saldamente alla guida dei giallazzurri. Lo ha appena detto patron Maurizio Stirpe, nel corso della conferenza ancora in atto presso lo stadio 'Benito Stirpe'. Longo resterà, sì, ma a patto che possa ancora essere difeso e che non si fossilizzi sui moduli ma abbini alla sua serietà professionale, l'elasticità che il numero uno ciociaro vuole assolutamente.

"Per parlare del cammino del Frosinone in serie A dobbiamo per forza ripartire dal 16 giugno - spiega il presidente Stirpe. Dopo quella data abbiamo fatto quello che impone la diligenza di un buon padre di famiglia e abbiamo rafforzato la società, ancor prima di pensare ai giocatori. La campagna acquisti è stata coerente a quello che avevo anticipato. Percorso contaminato dalla vicenda del Palermo. Longo si è conquistato la possibilità di fare l'allenatore in serie A sul campo, non ci sono considerazioni da fare in merito, così come accadde per Stellone. E' un mister giovane e bisogna supportarlo con i suoi pregi e difetti: pregi come l'attaccamento alla maglia, difetti la poca esperienza, ivi compresa la gestioni di calciatori che vengono dalla serie A o dall'estero. A lui rimprovero soltanto la scarsa flessibilità nella proposizione di un certo modulo. Quando le cose non vanno in una determinata direzione bisogna per forza cambiare. Longo è stato in discussione nella mia testa dopo la partita contro la Sampdoria: ero molto deluso e amareggiato, ma poi ho ragionato e so che al tecnico bisogna dare tempo e tempo ce n'è stato poco. Ho detto al tecnico di lavorare con tranquillità e arrivare a delle buone prestazioni. Fino a quando sarà difendibile, resterà sulla panchina del Frosinone. Continueremo a lottare fino a quando i numeri ci daranno ragione ma ci serve l'entusiasmo di tutti. Se dovessimo retrocedere io non farò più il presidente, ma ci si riorganizzerà in altro modo". 

Un'eventuale retrocessione in cadetteria comporterà una serie di sconti ai vecchi abbonati, con l'intento di provare a fare un lavoro di screscita, sebbene difficile.  

di: Cristina Lucarelli