Venerdì sera all'Olimpico Grande Torino, il Frosinone era presente, oltre che con la squadra in campo, con tutto lo staff dirigenziale in tribuna. Insieme al presidente Maurizio Stripe c'erano, Vittorio Ficchi, Salvatore Gualtieri, Ernesto Salvini, Marco Giannitti e Stefano Capozucca. Contro la formazione di mister Mazzarri i canarini hanno subìto la settima sconfitta in otto gare giocate da inizio stagione ad oggi, ma sia al termine della partita che nelle ore seguenti, nessuno del club ciociaro ha rilasciato la minima dichiarazione su eventuali decisioni di cambiare tecnico o dirigenti. Anche se, ma purtroppo non è possibile, andrebbero mandati via un buon numero di calciatori. L'unico a parlare, ma questo prima della sfida contro i granata, ai microfoni di Sky, è stato il responsabile dell'Area Tecnica, Ernesto Salvini.

Con grande professionalità, ha dichiarato che quando in un'azienda, come può essere considerata quella del Frosinone Calcio, i risultati non arrivano, è giusto che vengano presi dei provvedimenti. Lui è pronto ad assumersi tutte le responsabilità del caso. Per il resto nient'altro. Tutto tace. Quando ieri mattina intorno alle ore 9 il Frosinone ha lasciato l'albergo di Torino dove era in ritiro da giovedì sera, per volare alla volta di Roma, Longo e il suo staff hanno dato appuntamento alla squadra per martedì mattina. Il ritorno in campo è fissato nuovamente al Mancini Park Hotel di Roma.
Il che vuol dire che quel ritiro a tempo indeterminato deciso da Stirpe dopo la sconfitta interna contro il Genoa, prosegue.
Nessuna decisione, invece, per quanto riguarda l'eventualità di sollevare Moreno Longo dal suo incarico, o chi ha costruito una rosa di squadra per nulla all'altezza di un campionato di Serie A. Un insieme di calciatori che lasciano molto a desiderare. Dal punto di vista tecnico innanzitutto, ma anche caratteriale. O meglio della volontà e della determinazione.

La gara dell'Olimpico grandeTorino ne è stata l'ennesima riprova. Perché se contro il Genoa i migliori in campo erano stati Chibsah e Ciano, ossia due della vecchia guardia, venerdì sera a trascinare il Frosinone verso quella rimonta che aveva dato l'illusione di poter tornare a casa con un risultato positivo, sono stati...Ciano e Chibsah. Oltre a un Goldaniga che, probabilmente, non sarà dotato di una tecnica sovraffina, ma è certo che quando entra in campo è sempre pronto a gettare il cuore oltrel'ostacolo e lottare al massimo delle sue forze su ogni pallone. Come i Luka Krajnc o i Daniel Ciofani, tanto per intenderci. E per provare il miracolo salvezza, è certo che il Frosinone ha bisogno di gente con questo carattere.
Chi pensa di essere arrivato in Ciociaria per svernare, può anche tornarsene a casa.

Quei giovani in rosa che ritengono di essere già dei fenomeni e quindi non doversi applicare giorno dopo giorno al massimo per dimostrare il loro effettivo valore dimostrando di meritare qualcosa in più che una squadra provinciale, farebbero meglio a rientrare nei loro club di appartenenza. Ora dopo la sosta che il campionato di Serie A osserverà nel prossimo fine settimana, il Frosinone sarà atteso da tre partite sulla carta tutte da giocare: Empoli in casa e poi Spal e Parma in trasferta.
L'ultima chiamata per poter credere ancora al sogno salvezza, alla quale Longo, speriamo abbia capito, dovrà rispondere mandando in campo una squadra fatta tutta di cuore e amor proprio. Un Frosinone composto da uomini e non semplici calciatori o pseudo tali. Perché se non capirà tutto questo, allora sarà impossibile che i risultati comincino ad arrivare e a quel punto le strade tra lui e il club canarino si divideranno. Per sempre.