La rabbia del Palermo a seguito della decisione adottata dal Collegio di Garanzia del Coni trova terreno fertile solo in casa Zamparini. Il vulcanico patron rosanero, infatti, non ha esitato nel commentare con toni polemici il rigetto del ricorso in cui si chiedeva lo 0-3 a tavolino per il match disputato al "Benito Stirpe" lo scorso 16 giugno. Il fatto che la sentenza tornerà in Appello sembra non rincuorare Zamparini: «La società ha pagato un prezzo troppo alto per accontentarsi della decisione del Collegio di Garanzia dello Sport di annullare la sentenza sul caso Frosinone, chiedendo una nuova valutazione delle sanzioni e di cambiare il collegio giudicante.

Questa non è per nulla una vittoria. È una presa per il cu..., è evidente - tuona il patron del Palermo. - Daranno al Frosinone una multa più pesante, altro che partita riaperta. È una storia che va al contrario».

Ma Zamparini nella sua personale battaglia non avrà l'appoggio dei tifosi siciliani, apparsi "freddi" di fronte a questa notizia. Sui social network, infatti, vi è traccia solamente di delusione e rabbia per ciò che poteva essere e non è stato. Quella Serie A mancata sul più bello è il filo conduttore che unisce i sostenitori palermitani, attenti alla campagna acquisti operata dai rosanero e non all'ennesima puntata di un infinito Frosinone-Palermo. Il patron rosanero viene chiamato in causa solo per... invitarlo a lasciare la piazza. Zamparini, quindi, farebbe bene a pensare al campo e, se possibile, a rinforzare la sua squadra e non a ipotetiche congiure contro il Palermo.

La Serie A del Frosinone non è in discussione, la partita con il Palermo si è chiusa in maniera regolare per cui il risultato è omologato, il massimo che può rischiare il club giallazzurro è una giornata in più di squalifica del campo (Allegri permettendo i tifosi frusinati il 23 settembre potrebbero vedere CR7 allo "Stirpe"), oltre alle due già comminate, e una sanzione pecuniaria più pesante, oppure la nuova sentenza della Corte Sportiva d'Appello può essere anche meno afflittiva per i canarini.

Dopo la pubblicazione del dispositivo della decisione del Collegio di Garanzia del Coni, scritto in un linguaggio così criptico da assomigliare a un messaggio cifrato dei servizi segreti, a fare chiarezza sugli scenari futuribili e a rassicurare i tifosi del Frosinone è l'avvocato Mattia Grassani, storico legale del club giallazzurro

Avvocato Grassani, la decisione del Collegio di Garanzia era attesa in questi termini o è stata un fulmine a ciel sereno?
«Di prevedibile, dopo la finale di ritorno dei play off tra Frosinone e Palermo, c'è ben poco. Dalla metà di giugno a oggi sono passati due mesi e sono successe tante cose. Diciamo che erano pendenti tre ricorsi che si accavallavano: uno del Frosinone finalizzato a ottenere una riduzione della sanzione comminata in secondo grado, uno del Palermo in cui si chiedeva un inasprimento e un altro, sempre dei rosanero, spuntato all'ultimo, pochi giorni prima dell'udienza, duplicativo del primo che è stato, poi, dichiarato inammissibile con condanna per la società siciliana a 3.000 euro di spese legali. Al netto di tutto sono stati annullati, o meglio sono stati accolti entrambi i ricorsi, di Frosinone e Palermo, e la materia è stata rimessa all'attenzione della Corte Sportiva d'Appello della Figc da parte del Collegio di Garanzia del Coni con delle indicazioni che verranno conosciute solamente al momento della pubblicazione delle motivazioni. Motivazioni alle quali la Corte Sportiva di Appello dovrà attenersi. Quindi, ad oggi, la partita è aperta in tutti i sensi: la Csa potrà accogliere il ricorso del Frosinone, potrà confermare la precedente sanzione oppure potrà inasprirla».

La Serie A del Frosinone non è comunque in discussione.
«L'unico punto fermo e davvero incontrovertibile è l'omologazione del risultato della finale. Con il dispositivo del Collegio di Garanzia di tutto possiamo discutere tranne che del risultato del campo: è regolare a tutti gli effetti. La Serie A del Frosinone è in cassaforte».

Cosa rischia a questo punto il Frosinone?
«Nessuno ha poteri divinatori per cui non è possibile prevedere cosa accadrà. Tuttavia, noi riteniamo che la sanzione comminata in rapporto alle condotte contestate sia sproporzionata. Detto questo, se pensiamo all'1, X, 2 del Totocalcio, il Frosinone ha disposizione due risultati su tre: pena diminuita o al massimo confermata. Se pensiamo, poi, all'ipotesi più afflittiva, in linea teorica, la società può andare incontro, in base a quella che è la casistica, a un'ammenda pecuniaria più pesante e a una giornata in più di squalifica del campo, ma è un'ipotesi quest'ultima che non voglio neanche prendere in considerazione e che mi sembra alquanto remota».

Che tempi si prospettano visto l'inizio imminente del campionato?
«Dal punto di vista procedurale adesso bisogna attendere il deposito delle motivazioni della decisione del Collegio di Garanzia, che può avvenire entro una ventina di giorni, per cui tra fine agosto e inizio settembre si potrà capire qual è il principio di diritto cui la Corte Sportiva di Appello dovrà attenersi per la sua decisione. Poi la Csa fisserà l'udienza, darà un termine ad entrambe le parti (Frosinone e Palermo) per depositare una memoria difensiva scritta sulla base di quello che ha deciso il Collegio di Garanzia e poi si discuterà il tutto davanti al nuovo collegio in una udienza al termine della quale verrà emessa una sentenza che dovrà tenere conto delle indicazioni del Coni. Poi, ovviamente, se la decisione non sarà gradita ad una o più parti la sentenza potrà essere impugnata nuovamente davanti al Collegio di Garanzia. In questa neverending story abbiamo davanti almeno altri due gradi di giudizio. Per la parola fine bisognerà aspettare ancora un po'».

E l'ipotesi Tas minacciata dal Palermo?
«È completamente campata in aria, perché al Tas di Losanna si va solamente quando si è in presenza di controversie di natura internazionale. Qui ci troviamo di fronte a una questione che riguarda due società affiliate alla Figc e il caso passa necessariamente per gli organismi di giustizia sportiva nazionali. Non vedo proprio chance procedurali per cui il Tas possa dichiararsi, in qualche modo, competente».

In definitiva la nuova sanzione sarà più afflittiva o no?
«Tenendo presente che il dispositivo è molto criptico e non esaustivo dell'orientamento del Collegio di Garanzia, un'interpretazione in senso più afflittivo ci può anche stare, ma ad un'attenta lettura del testo è aperta anche la strada più favorevole al Frosinone: se negli atti ufficiali (referto arbitrale e degli altri ufficiali di gara, relazione della procura federale e di altro personale presente sul campo il giorno della gara, ndr) si dice che la partita si è conclusa regolarmente, che i minuti di recupero sono stati completati, che l'invasione dopo il triplice fischio finale è stata pacifica, che i due palloni lanciati in campo non hanno avuto alcuna incidenza né sul regolare svolgimento della gara, né sull'esito della stessa e che non hanno interrotto azioni di gioco né potenzialmente da gol, né pericolose allora può anche essere vero che il principio di coerenza e congruità della sanzione debba essere interpretato nel senso di eliminare dalla decisione della Corte Sportiva di Appello tutte quelle affermazioni e valutazioni apodittiche che non trovano riscontro nelle carte ufficiali relative alla partita. Perché, alla fine, la stella polare rimane quella dei documenti. In conclusione, la sanzione può essere inasprita, ma è altrettanto vero che l'indicazione del Collegio di Garanzia può essere intesa anche nel senso di "depurare" il giudizio da valutazioni che non trovano riscontro nei documenti ufficiali».

di: Pietro Pagliarella