«Come nel passato tocca a me presentare questi primi tre acquisti del Frosinone. Negli anni scorsi mi sono, forse, dilungato un po' troppo. Ora dirò solo poche cose: si tratta di tre giocatori in grado e decisi a darci una mano per restare in Serie A». Poi una breve spiegazione: «Li avrete di fronte uno alla volta perchè sono persone degne di rispetto. Ognuno ha una storia personale, tutte importanti per loro e per la nostra società». Più parco di parole così non poteva essere Ernesto Salvini, responsabile dell'area tecnica del Frosinone Calcio.

Sportiello
Hai fiducia in questa squadra che sta nascendo, tassello dietro tassello?

«Mi chiedete se mi fido del Frosinone? Assolutamente sì, perchè c'è un progetto importante che ho subito sposato. La trattativa è stata molto rapida. Ho risposto subito: "Io ci sono". Ringrazio il direttore Salvini. Mi sento ancora giovane con ampi margini di miglioramento e posso, quindi imparare qui. Voglio comunque dare il mio contributo per centrare l'obiettivo».

Che cosa manca a Sportiello per arrivare al top?
«Due campionati fa ho trascorso un anno travagliato giocando dieci gare. Non si è perfetti, ma si può migliorare in alcuni aspetti. Magari con l'aiuto del preparatore».

Dopo la splendida cartolina del saluto a Firenze nel ricordo del capitano Astori con tanti spunti importanti che mettono in risalto i tuoi valori, cosa è il calcio per te?
«Divertimento, passione ma anche il mio lavoro. Alla Fiorentina il gruppo è diventato coeso nel nome del nostro capitano. Non dimenticherò i compagni che ne hanno fatto parte».

Sei nel Frosinone che parte per non retrocedere: ti preoccupa?
«A parte che ho quasi sempre giocato per la salvezza, ma questa squadra ha fatto imprese importanti negli ultimi anni. Poi la società sta crescendo con il nuovo stadio e con le altre strutture. Il che mi dà la spinta di dare il meglio di me stesso per essere anche di esempio per tutti. Un gruppo che ha compiuto l'ultima impresa merita solo applausi e sono orgoglioso di farne parte».

Come riuscirete a raggiungere la salvezza?
«Dovremo avere fame di vittorie e farne tante in casa. La nostra salvezza va costruita al "Benito Stirpe"».

Crisetig
Il direttore Salvini passa a presentare Lorenzo Crisetig. E lo fa rimarcando che il l'ex Bologna è uno dei centrocampisti più completi in Italia. «Mi auguro - ha aggiunto poi - che possa aiutare il Frosinone nella stessa misura con cui il Frosinone potrà aiutare lui».

Che cosa ti ha colpito di più per accettare il Frosinone?
«La voglia di crescere, il nuovo stadio, il potenziamento della società, il gruppo affiatato. Cose importanti per partire bene».

La tua carriera è stata rallentata dalla discontinuità? C'è chi dice che faresti la tua figura anche nell'Inter?
«I motivi sono molteplici. Ma ora sono al Frosinone e sono contento di esserci perchè so che è stata la scelta migliore. Spero di aiutarlo coi fatti. Sul campo».

Il tuo ruolo è quello centrale in un centrocampo a tre? O puoi essere impiegato diversamente?
«Per il momento a me interessa soltanto giocare».

Il 20 settembre 2015 giocasti una partita: la ricordi?
«Ah sì, quella con il Frosinone. Entrai nel corso della gara. L'avversario mi fece una grande impressione. Vincemmo 1 a 0 ma il Frosinone ebbe occasioni nitide e colpì anche una traversa».

Che impatto hai avuto con questa nuova realtà? Che tipo di esperienza puoi dare al nuovo gruppo?
«Sapevo di arrivare in una società forte e in crescita. L'impatto è stato ottimo. il Frosinone ha tutte le carte in regola per restare stabilmente in serie A».

Molinaro
Nel presentarlo il direttore Salvini dichiara: «Qui proprio non apro bocca. Perchè più scoprite il personaggio, più capite quanto per noi sia importante. Su di lui facciamo grande affidamento».

Quanto è stato importante l'ex canarino Viscido nella tua carriera? È lui che ti ha trovato la posizione giusta?
«Cominciai a giocare come fluidificante di sinistra, Poi mi cambiarono ruolo ma il mister mi ha aiutato moltissimo nella mia crescita calcistica e umana. Lo ricordo con affetto».

Con chi dovrà lottare il Frosionone per la salvezza?
«Questa sarà una sfida molto stimolante come il mio arrivo al Frosinone. Le squadre che lotteranno per non retrocedere le conoscete. Posso soltanto dire che non vogliamo essere un fuoco di paglia. Ne ho parlato con i direttori Salvini e Giannitti, con il mister che ho incrociato a Torino quando era nella Primavera e ne conosco i valori umani. Quando una società inizia questo cammino significa che vuole farlo in maniera importante. Sappiamo che dovremo affrontare squadre importanti ma sappiamo anche che dovremo fare il massimo quando incontreremo squadre che come noi lottano per la salvezza»

Confidi molto nella compattezza che hai trovato nel gruppo: è importante?
«Assolutamente sì. Ho già notato che l'ambiente è unito e questo è fondamentale in un campionato in cui tutte le gare sono delicate. Può fare la differenza il valore umano di uno spogliatoio. Dovremo essere bravi ad amalgamarci bene, poi le direttive tecniche le darà il mister».

Che impressione ti ha fatto il "Matusa" quando sei venuto a giocare con il Torino?
«Ho avuto modo di vedere quanto era passionale e considerare che un terzo degli abitanti, quella sera, era al campo. Non l'ho notato in alcun altro posto».

Come sei arrivato al Frosinone?
«Ringrazio il mio manager Carmine per questo. L'occasione è arrivata negli ultimi giorni. Una volta verificata la solidità della società, fatta una chiacchierata con i direttori Salvini e Giannitti e già prima conoscendo la storia del mister, tutti i miei dubbi di prima della firma sono stati fugati. Vendo da una città che vive dio calcio come Frosinone. Questa è una sfida molto importante. A Torino eravamo dei tori, qui vorrei essere uno dei leoni del Frosinone».