Nuova tegola giudiziaria sulla testa del patron del Palermo Maurizio Zamparini nell'ambito dell'inchiesta sui conti del Palermo relativamente agli anni 2013/2016. La Procura di Palermo «ha chiesto e ottenuto – come scrive l'Ansa – il sequestro di un milione di euro nei confronti della società Palermo Calcio nell'ambito dell'indagine per falso in bilancio, reati tributari, autoriciclaggio, riciclaggio sui conti del Palermo negli anni 2013-2016». Oltre al patron dei rosanero, tra gli indagati ci sarebbero anche il figlio, la segretaria e altri cinque professionisti legati all'imprenditore friulano. La novità comunque clamorosa consisterebbe nel fatto che anche l'attuale presidente della società rosanero Giovanni Giammarva sarebbe stato iscritto in questi giorni nel registro degli indagati con l'accusa di «ostacolo all'esercizio delle funzioni dell'autorità pubblica di vigilanza». Questo reato sarebbe stato contestato anche al patron del Palermo. Il provvedimento di sequestro è stato eseguito nella giornata di ieri dai militari della Guardia di Finanza.

Sempre secondo l'Ansa, nelle scorse settimane il gip Fabrizio Anfuso avrebbe respinto la richiesta, avanzata dalla Procura della Repubblica, di mettere agli arresti domiciliari Maurizio Zamparini. Questa la notizia nuda e cruda degli sviluppi di un'inchiesta che è partita, ed è lungi dal concludersi, per far luce sui conti della società palermitana relativamente al triennio 2013/2016 e che vede coinvolti i vertici dello stesso sodalizio che hanno scaricato sul Frosinone Calcio e sugli sportivi giallazzurri quintalate di fango al punto di dover ricordare, anche alla luce degli ultimi accadimenti giudiziari, le minacce di denunce-querele da parte del presidente Giammarva nei confronti del tecnico Moreno Longo, reo di avere accennato, in un'intervista del dopo Frosinone-Palermo, di «conti non a posto», riferendosi alla società rosanero.

Ma minacce di denuncia a parte, il sequestro di un milione di euro al Palermo e, soprattutto le ipotesi di reati formulate dalla Procura, concorre a creare caos in una parte molto importante del calcio nazionale, quale è la serie B. Dove sta succedendo di tutto e di più, con il susseguirsi di casi che creano imbarazzo e discredito. Nei prossimi giorni ci sarà la sentenza del Tribunale sportivo federale sul caso Parma, che rischia di non partecipare alla massima serie dopo averla conquistata senza ricorrere alla coda dei play off. La storia ormai si conosce ed è relativa alla partita che la squadra ducale ha giocato a vinto contro lo Spezia.

Sono anche ormai noti i tre messaggi che l'attaccante Calaiò ha inviato alcuni giorni prima della gara a due giocatori avversari, ex compagni nella formazione ligure, nei quali la Procura federale ha ravvisato una ipotesi di illecito sportivo. Sono di oggi i deferimenti del Cesena e del Chievo (quest'ultimo ovviamente è in serie A) per plusvalenze fittizie.
Si aggiungono alle situazioni gravi in cui versano altre società quali il Foggia, il Bari e lo stesso Cesena, che molto difficilmente riuscirà ad iscriversi al prossimo campionato. Mentre tutto accade o è accaduto sotto gli occhi che hanno fatto finta di non vedere, si assiste al macabro tentativo di linciaggio ai danni di una società e di un presidente (leggasi Frosinone e Stirpe) che tutti portano come modello da copiare e che alle parole hanno preferito i fatti. A dimostrarlo ci sono la riconquistata serie A e uno stadio cle tutti continuano ad ammirare.