Il Frosinone ha dato incarico all'avvocato Mattia Grassani di preparare il ricorso avverso la sentenza emessa dal Giudice sportivo relativamente alla partita con il Palermo. Ovviamente per la parte che interessa il sodalizio ciociaro e, in particolar modo, l'obbligo di disputare due gare con il "Benito Stirpe" privo di spettatori. L'avvocato Grassani ha provveduto a depositare il ricorso nei tempi previsti alla Corte federale d'Appello che lo esaminerà nella prossima udienza.
Ovviamente anche il Palermo ha provveduto a presentare il suo ricorso entro le ore 12 di ieri. Ma, al di là delle solite esternazioni del presidente Maurizio Zamparini, il compito dei suoi legali è stato sicuramente molto più difficile dal momento che lo svolgimento della partita, ritenuta "regolare" dallo stesso presidente dell'Aia Nicchi, è stato ben diverso da come hanno tentato di farlo apparire Zamparini e soci.

Il rigore non rilevato dall'a rbitro La Penna in favore del Palermo? Ormai le immagini televisive hanno dato ragione all'a rbitro che, nella sua prima decisione, aveva rilevato e assegnato il calcio di punizione dal limite. L'invasione finale? I tifosi sono entrati in campo solo dopo che il direttore di gara aveva emesso il triplice fischio di chiusura. I palloni lanciati in campo? Ecco come il Giudice sportivo ha concluso il dispositivo della sentenza: «Pertanto i fatti accaduti nel corso della gara non configurano violazioni tali da determinare la perdita della gara per 0-3, la non omologazione e/o l'annullamento del risultato e/o la ripetizione della gara».