Mitico Zamparini. Come nel suo stile ormai rinomato da sempre, anche questa volta il patron del Palermo ha cercato il modo migliore per distogliere l'attenzione dei suoi tifosi dall'incredibile mancata promozione in Serie A dei rosanero, provando a spostate i riflettori su un avversario, in questo caso il Frosinone, che sabato sera ha con pieno merito ribaltato la sconfitta per 2 a 1 che aveva subìto nella gara d'andata della finale play off al "Barbera" e guadagnato la promozione.
Perché al contrario, parliamoci chiaro, lui e la sua squadra al rientro in Sicilia dopo la brutta figura dello "Stirpe" sarebbero stati giustamente maltrattati. Giustamente perché se il Palermo non giocherà la prossima stagione nella massima serie, la colpa è esclusivamente sua e della squadra. Una corazzata, che avrebbe dovuto ammazzare il campionato di Serie B come, invece, ha fatto l'Empoli. Club che, alla pari del Frosinone, vive di programmazione e sacrifici. E non di teatrini.
Perché cari signori la giustizia esiste. E non sempre i furbi possono farla franca.

Oggi per l'ennesima volta nella sua vita il signor Zamparini ha dichiarato che si dimetterà: «Non prendetevela con Zamparini ha detto ma fatelo con questo mondo del calcio, con il quale io ho finito. Speravo di chiudere con il Palermo in Serie A ma da oggi non ci sarò più. C'è chi è disposto a prendere la società in Serie B anche a zero lire. Esiste ancora una possibilità: che il Parma venga penalizzato, com'è giusto che sia. Vanno fatti accertamenti». Non sa più a cosa appigliarsi il simpatico Zamparini. E dopo aver tirato in ballo il Frosinone sabato sera, ieri è stata la volta del Parma. Ma perché una volta tanto non fa il mea culpa. Perché non se la prende con se stesso e quei suoi calciatori strapagati? Quelli, tanto per intenderci, che al termine della gara d'andata di mercoledì sera sono rientrati negli spogliatoi e festeggiato la Serie A.

Soltanto Stellone, conoscitore profondo del carattere della squadra ciociara ha provato a rimettere in carreggiata l'atteggiamento dei suoi nei giorni che hanno preceduto il match di ritorno. Ma, purtroppo per il buon Roberto, non c'è riuscito. Perché, al contrario, i suoi calciatori, con Nestorvsky in testa, nella passeggiata pre gara sul terreno di gioco dello "Stirpe" non si sarebbero fermati sotto la mitica curva nord per immortalarsi in dei selfie che avrebbero riempito le loro pagine social dopo il trionfo. Selfie che, ahimé, resteranno soltanto nei loro telefonini. E questo non certo per quei tre palloni entrati in campo e che hanno fatto perdere un tempo inferiore a quello poi recuperato dal signor La Penna. Chi vince, e meritatamente, festeggia. Chi perde resta a... contare. Anzi a guardare. La Serie A del Frosinone.