Siamo onesti, e allora ammettiamo senza esitazioni che prima del fischio di inizio della gara d'andata di mercoledì sera al "Barbera" tra Palermo e Frosinone, avremmo tranquillamente firmato per una sconfitta di misura da parte dei canarini.
Ma per quanto visto poi nell'arco dei novanta minuti di contesa, riteniamo che alla fine il risultato non ha per nulla rispecchiato quanto espresso dal campo.
Il Frosinone ha segnato nell'unico tiro in porta della sua partita? Vero. Ma così come è vero che il Palermo con un solo tiro nella specchio della porta difesa da Vigorito di gol ne ha fatti due. Perché l'unica parata da parte dell'estremo difensore dei giallazzurri c'è stata su un'azione fermata in largo anticipo dal direttore di gara per fuorigioco.

Il Frosinone si è abbassato troppo, e presto, lasciando il pallino del gioco all'avversario? Sicuramente. Ma perchè una volta avanti nel risultato i canarini avrebbero dovuto prestare il fianco ai contropiedi avversari. Indubbiamente avrebbero potuto dare vita a qualche ripartenza importante ma qui, purtroppo, non è sempre dipeso da loro. In che senso? Presto detto. Il mediocre Chiffi, ha avuto una condotta di gara "furba", usando due pesi e due misure. Non nel prendere decisioni eclatanti, tranne una di cui parliamo dopo e che ha penalizzato nettamente il Frosinone, quanto piuttosto nel non fischiare falli subiti dai canarini in uscita e permettendo quindi al Palermo di poter pressare nel miglior modo possibile. Falli, come detto prima, non eclatanti, ma identici a quelli fischiati invece in ogni zona del campo alla formazione di Stellone. Difficile a quel punto, se non impossibile, per il Frosinone provare ad alzare il baricentro della propria manovra. Dicevamo poi dell'incredibile svista del direttore di gara, che dopo pochi minuti dal via, con i canarini avanti per 1 a 0 ha finto di non vedere (era talmente vicino all'azione che è impossibile che non abbia visto veramente), uno schiaffo in testa di Murawsky a Gori. Essendo quest'ultimo uomo vero, a differenza di tanti pseudo giocatori che calcano anche i campi di serie A, è rimasto in piedi senza lasciarsi andare a nessun tipo di sceneggiata. Ma resta il fatto che l'intervento era da rosso diretto.

Oltre a Chiffi, lo stesso intervento, guarda caso, non è stato visionato nel modo giusto nemmeno dai telecronisti di sky che, al contrario, hanno replicato venti volte l'intervento in area di Gori su Nestosky, con quest'ultimo che è il primo a commettere il fallo per liberarsi della marcatura del centrocampista canarino. Restando sempre alla tv che ormai comanda il calcio italiano, è altrettanto inammissibile come Di Marzio (tutti sanno i rapporti tra il papà e Zamparini), possa parlare poi addirittura di un doppio torto subito dal Palermo.
Tutto questo per dire, semmai ce ne fosse bisogno, che domani sera bisognerà essere più forti dei torti continui perpetrati ai danni della squadra ciociara, della sfortuna che non vuole abbandonare Dionisi e compagni e che invece è del tutto sconosciuta a Stellone (vedi autogol di Terranova).
In che modo? Giocando la partita della vita. Dal primo giocatore a quelli che saranno in tribuna perchè infortunati. Sostenuti e incoraggiati dal grande amore di una città che merita la Serie A. Perchè la gara con il Foggia ha insegnato a tutti che le partite finiscono al triplice fischio. E fino ad allora bisognerà lottare alla morte su ogni pallone. Certo, se poi il Palermo è venti volte più forte del Frosinone come dichiarato da Nestorovsky a fine gara d'andata (ma perché dopo ben 42 partite era sotto ai canarini in classifica?), allora vincerà facile e salirà in Serie A.